PIERO L'OPERAIO.
Stampato dal sito www.buongiornotaranto.com - Scritto il 17/06/2010 da Luca:

Piero ricorda che quando il vecchio Italsider sfornava acciaio a non finire pensava agli straordinari che aveva fatto e alla possibilita' di comprarsi l'agognata Fiat nuova per far invidia agli amici.
Quando le nuvole di vapore occupavano gli spazi liberi del cielo e Taranto assumeva un'aria da citta' importante,lui rideva sotto i baffetti e gioiva per un'altra giornata di lavoro.Era la Taranto degli anni 70,quella Taranto che aveva un redditto per famiglia come il piu' alto d'Italia.
Era la Taranto che grazie all'Italsider si trovava al circolo Vaccarella per grandi mangiate e musica a volonta' il sabato sera.
Piero oggi mi dice che allora non sapevano di far male ad una citta' e credevano solo di essere fortunati a trovarsi li',difendendosi dall'amianto con semplici tute da lavoro e sudando nell'inferno dell'altoforno.
Piero non conosceva la parola ambiente e credeva che in fondo il lavoro era solo fatica e responsabilita',e non diritto a sapere rischi e pericoli della grande fabbrica.
Oggi Piero a 70 anni e' felice di non avere una malattia come regalo della fabbrica e solo oggi sa i rischi che ha corso e quello che corrono oggi i giovani lanciati nel mondo del lavoro a sfornare acciaio.
Oggi Piero sa che cosa vuol dire diossina,benzo(a)pirene e tutte quelle diavolerie che gli ambientalisti combattono ogni giorno.
Piero e' fortunato ad aver comprato quella Fiat rossa che gli e' servita a trovare moglie e far figli.
Quei figli che oggi non vogliono andare in fabbrica perche' quelli li',gli ambientalisti,gli hanno messo paura e voglia di andar lontano da Taranto.
Piero ora sa della fortuna che ha avuto a esser fuori di li' sano e salvo.
E i giovani li dentro?
Piero alza le spalle e dice" fatti loro,ai miei tempi era meglio non sapere".

p.s.
Vicenda narrata a me personalmente da un ex operaio dell'Italsider che ho incontrato nel mio lavoro.

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