RICORRE OGGI: 9 settembre 1943: sbarcano a Taranto, nell'ambito della seconda guerra mondiale e con un’azione a sorpresa, i reparti inglesi dell’ottava armata. 9 settembre 1947: Dalla fusione tra Arsenale e Taranto nasce la squadra di calcio dell'Arsenaltaranto. IL SANTO DI OGGI: S. PIETRO CLAVER PROVERBIO TARANTINO Il proverbio del giorno :Ddo vote se sposte l'ome: quànne fatìa a ccunde sue e quànne mange a spese de l'òtre. (In due casi si muove l'uomo. Quando lavora per proprio conto e quando mangia a spese altrui)
AMATE VACANZE?
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 21/07/2010@16.41.34 da Luca:
Da molte parti si sente parlare di una nuova "vertenza Taranto",andando a riportare a Roma sui banchi dei politici nazionali gli annosi problemi di questa citta'. Si sente parlare di sinergia da piu' parti,di patto salento area jonica per cercare di sfruttare al meglio cio' che abbiamo o.... che avremmo. Gia' quello che hanno forse gli altri(ma sono piu' furbi di noi?)o che meglio sanno vendere. Un esempio per capire meglio il concetto. Il mare,le coste e gli scenari stupendi tipici delle nostre parti cozzano contro l'abbandono e l'inefficienza di chi,invece,dovrebbe promuovere(enti locali)e migliorare(Comune in primis)questo aspetto. Andare a sentire continuamente di scarichi a mare,di industria che inquina(e non solo per aria) e strade dissestate rendono il discorso e la volonta' solo un sogno effimero e inadeguato(per adesso speriamo)che viene invece messo in pratica da altre zone limitrofe(salento in primo luogo). Sentire parlare del famoso asse salentino/jonico a suggello di un patto tra chi,memore di avere bellezze naturali,e' in grado di offrire tanto al turista che giunge in visita da quelle parti e'desiderio difficile da raggiungere. La differenza tra chi fa e chi non riesce a fare e' evidente visto che basta spostarci a pochi chilometri da noi(Martina Franca,Ostuni,Otranto...)per sentire e assaporare aria di vacanza e servizi efficienti. Perche' noi no? Perche' le decantate bellezze della Magna Grecia che fu non vengono usate e valorizzate per rendere Taranto una citta' dalla voglia turistica e dalla meta da raggiungere? Sara' che per caso il famoso senso di colpa(Ilva)aleggia nei nostri pensieri e in quelli che ci vorrebbero venire a trovare? Insomma chi verrebbe nella citta' piu' inquinata d'Europa a respirare veleno? Io no e come me tante altre persone. Valorizzare il territorio e renderlo idoneo e vivibile sempre e' una utopia,resa difficile anche dalla scarsa fermezza e dallo scarso peso politico che hanno i nostri politici nelle camere dei bottoni,li a Roma,dove spesso si decidono anche manifestazioni culturali e di spettacolo per pubblicizzare luoghi e eventi. Da noi? Basta vedere data del calendario(troppo tardi e' partito il tutto) e programmi in Villa Peripato. Gia' li dove le papere squazzano in una vasca gialla e le tartarughe chiedono rispetto. Poi portatevi l'acqua,perche' alle sette di sera chiudono i rubinetti delle fontane. Viva l'estate ,il sole e quello che sognamo per la nostra amata citta',regina della Magna Grecia che fu con le statue dei filosofi in villa che ,anche esse,chiedono rispetto e perche' no amore.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 18/07/2010@17.38.41 da Luca:
L'acqua giallastra e schiumosa della vasca delle paperelle in Villa Peripato a Taranto,e' lo specchio della politica fallimentare del Comune di Taranto riguardo l'attenzione verso i luoghi pubblici e relative opere. Le due paperelle in giorni torridi come questi cercano sollievo andando a nuotare in un luogo che dovrebbe rappresentare l'habitat naturale di questi animali ma cosa ancor piu' importante dovrebbe essere decoroso e vivibile. Invece la palude gialla e puzzolente diventa luogo di abbandono e poco rispetto per gli animali che ci vivono(anche delle tartarughe)e conferma di un modo di operare dell'amministrazione jonica degno del peggior villaggio disperso al mondo. Sporcizia,vetri rotti e canneto mal ridotto offrono ai bambini,che curiosi vanno a dar da mangiare alle paperelle, uno spettacolo indegno Ma l'incuria comunale e' anche visibile nella scarsa manutenzione del verde e dei mattoni rotti un po' ovunque. Se in questi giorni si vuole andare a cercar refrigerio all'ombra degli alberi della Villa Peripato,andate a farvi un giro in quella parte della villa dove troverete le paperelle nuotare nel giallo sporco della vasca e vi renderete conto di persona dell'abbandono della zona in questione. Io per vendetta ci butterei dentro in quell'acqua diverse persone,ma si sa che loro,i politici,sguazzano in mari limpidi e puliti,lontano da quelli nostrani purtoppo sporchi come non mai.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 16/07/2010@17.22.58 da Luca:
Partimmo per Milano per una manifestazione della FGCI,che aveva il suo quartier generale a V.le Trentino e speranzosi cantando e scherzando ci sentivamo uniti e pronti per una nuova battaglia in difesa di qualche legge dell'epoca sbagliata. Erano gli anni ottanta e si percepiva la sinistra tarantina piu' forte che mai e noi giovanotti emulavamo i big nazionali credendo di capirli per intero e seguendo la mitica bandiera col "che" fiero con il suo sguardo. Allora Taranto aveva la sua industria e il suo inquinamento,ma con tutta onesta' di diossina e benzo(a)pirene nemmeno l'ombra a sentirne parlare. Oggi la sinistra tarantina,e' spinta alla difesa del cittadino contro i veleni grazie non piu' solo a "i giovani comunisti "ma indubbiamente dalle varie associazioni che martellano siti e giornali con dati e opinioni piu' o meno tecniche. La spinta politica che serve anche a farci valere a Roma e quindi in Parlamento,viene anche dal popolo comune,quello che si distacca (non tutto pero')dalla linea politica dei vari Bersani o Vendola. Se in passato la militanza in qualche partito era e diventava proposito per iniziative di lotta su varie tematiche oggi,i ragazzi di allora,li vedo girovagare per la citta' con cagnolini a spasso e occhiali alla moda. Il politico di sinistra e' un po' perso verso l'identita' ancora da decifrarsi del PD nazionale. Ecco perche',il "CESARE SILVIO",diventa il faro per molti e dei suoi problemi personali ci inebria quotidianamente. Quella FGCI di allora poteva servira adesso ma si sa che il tempo passa e con esso anche le persone. Ricordi del tempo,una Taranto un po' piu' rossa di adesso...
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 09/07/2010@16.30.44 da Luca:
Mi sembra scontato dire che se il regime attuale e' liberal/democratico comunque sia,le sue tegole fatte di leggi e favoritismi personali e' evidente e fastidioso. La legge bavaglio che nascondera' informazioni e manfrine dei prossimi governi a seguire,e' quella legge che e' nata per fottere il prossimo(noi tutti )e far continuare quell'andazzo del governo del re Berlusconi e della sua corte fatta da veline e cantanti(a proposito avete sentito la Zanicchi?). Ma non uscire in edicola oggi protestando contro questo ddl,e' stata una cosa giusta? Non credo,sarebbe stato meglio forse far uscire in edicola i giornali magari con un dossier su qualche fattaccio del passato che ora,se dovesse passare questa legge,ci nascondera' attori e azioni di questi ultimi. Se a Taranto dovesse scoppiare in futuro uno scandalo legato ad appalti o questioni politiche,non avremmo di che rallegrarci visto che non potremmo avere quotidianamente notizie in merito e note processuali aggiornatissime. Mi sembra quindi che questo regime democratico/liberal e' senza ombra di dubbio un mantello nero che copre il sole della democrazia e che ci rende capaci di provare,specialmente a noi piu' giovanotti,quell'aria che i nostri genitori hanno provato da piccoli quando lui,si Benito e la sua gang tutta in nero,si dedicavano ai propri interessi personali e relegava il popolo a semplice comparsa costringendolo a enormi sacrifici(vero Tremonti) e false illusioni. E i tarantini che dicono di tutto questo? Nei miei sondaggi personali chi vuole la fine di questa dittatura democratica e personale e' il solito pensionato che bestemmia i politici e i loro stipendi d'oro. E il giovane,si quello che lavora all'Ilva e che dice di non fregarsene niente del compleanno della sua fabbrica? Per lui tutti sono ladri ma alla fine ,quel che conta,e' che Riva,l'altro re,non abbandoni la barca e i suoi marinai e che,anzi,si decida di acquisire commesse rilevanti per i prossimi anni. Evviva la democrazia comunque sia,mascherata da regime o no. In fondo,i re e i condottieri ritornano e se ci fate caso tra il nostro re attuale e il Benito che fu' la somiglianza un pochino eiste.O no?
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 04/07/2010@16.52.07 da Luca:
Camminando questa mattina per le vie di una Taranto assolata e calda,ho sentito alle mie spalle un commento poco piacevole: "sai Enrica,qui al sud parlano tutti in dialetto mica come da noi....". Stavo quasi per scaldare i muscoli per ricordargli al "nordista" di come invece il suo capo Bossi difenda l'dentita' culturale e linguistica del nord quando mio figlio,di tre anni,mi ha chiesto l'acqua. Il tutto era nato dall'incontro che ha avuto sempre il "nordista" con due persone che tra di loro,in perfetto tarantino,commentavano l'eliminazione dell'Argentina dal campionato del mondo in corso. Quanti se e pero' potrebbero nascere da questo episodio. Vorrei ricordare sempre agli amici "nordisti",di come Taranto sia sfruttata dai loro itinerari turistici per le bellezze del mare e della cucina tipica,oltre che per la vicinanza con altrettante zone interessanti per storicita' e avvenimenti culturali. La secessione che richiede Bossi giornalmente e che minaccia ogni qualvolta l'amico Berlusconi gli rinnega un contentino in leggi o nomine varie,e' quella differenza che sempre il "nordista" trovava in noi,popolo misero e ignorante dall'italiano scadente e da quel dialetto,si quello dei due amici,che evidenzia uno strato sociale culturale di un sud regretto e piangione. Perche' mai allora il decantato nord difende il lumbard e la sua lingua senza essere "polentone" e ignorante? Perche' mai quei due amici diventano il simbolo di una citta',Taranto,misera e ignorante? Due pesi e due misure differenti forse o il "nordista" rientra nella fascia del qualunquismo degno della padania e del suo re Umberto?
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 23/06/2010@15.41.38 da Luca:
Certo che quello che e' successo a Pomigliano potrebbe un giorno accadere a Taranto. Invece di chiedere all'operaio se vuole l'intesa e le condizioni che Fiat gli propone oppure rischiare la chiusura della fabbrica e cercar lavoro nuovo,Taranto si ritroverebbe con un quesito diverso: vuoi eliminare l'area a caldo e rischiare di perdere il posto di lavoro? Se si dovesse arrivare a questo punto e se i no dovessero risultare maggiori,avremmo un caso simile a quello campano,ovvero il manifestarsi di una scelta a favore della salvaguardia del posto di lavoro e una polemica con chi(ma sarebbero pochi,altro che 36% dei contrari campani)rimane contrario alla presenza di un fattore inquinante(la cokeria). Domanda:ma cosa ci si doveva aspettare al sud,in una fabbrica con operai con l'acqua alla gola con debiti e figli a carico? Ma veramente si puo' essere cosi sciocchi di pensare che se togli la Fiat(o l'Ilva a Taranto)hai altre speranze per il tuo futuro? Cio' che e' accaduto a Pomigliano e' la conferma di come in alcune zone del sud Italia si sia fatta una scommessa su grosse fabbriche dove l'operaio sfruttato e mal difeso e' costretto a dire si' al padrone pur di avere a fine mese stipendio e un futuro comunque sia. Preoccupano i no,quella minoranza che nega un accordo con la dirigenza e straccia patti e inciuci in una realta',quella industriale,dove chi perde e' sempre il piu' debole. Se avessimo avuto una netta vittoria dei no a Pomigliano,sarebbe arrivata l'ora di un cambiamento radicale nella classe operaia,nella voglia di buttare all'aria un lavoro sicuro pur di difendere propri diritti raggiunti con sacrifici e a volte morti dolorose. Ma oggi l'operaio dell'Ilva come quello di Pomigliano e' il giovane con moglie e figli che dell'orgoglio e del diritto "poco " se ne frega,purche'(e qui c'e' la conferma dei si campani)ogni mese arrivi la sospirata paga che gli da,anche con sacrifici,piaceri e cose materiali per dire che,in fondo,anche io esisto....
Categoria: Personaggi
Postato il 17/06/2010@16.37.26 da Luca:
Piero ricorda che quando il vecchio Italsider sfornava acciaio a non finire pensava agli straordinari che aveva fatto e alla possibilita' di comprarsi l'agognata Fiat nuova per far invidia agli amici. Quando le nuvole di vapore occupavano gli spazi liberi del cielo e Taranto assumeva un'aria da citta' importante,lui rideva sotto i baffetti e gioiva per un'altra giornata di lavoro.Era la Taranto degli anni 70,quella Taranto che aveva un redditto per famiglia come il piu' alto d'Italia. Era la Taranto che grazie all'Italsider si trovava al circolo Vaccarella per grandi mangiate e musica a volonta' il sabato sera. Piero oggi mi dice che allora non sapevano di far male ad una citta' e credevano solo di essere fortunati a trovarsi li',difendendosi dall'amianto con semplici tute da lavoro e sudando nell'inferno dell'altoforno. Piero non conosceva la parola ambiente e credeva che in fondo il lavoro era solo fatica e responsabilita',e non diritto a sapere rischi e pericoli della grande fabbrica. Oggi Piero a 70 anni e' felice di non avere una malattia come regalo della fabbrica e solo oggi sa i rischi che ha corso e quello che corrono oggi i giovani lanciati nel mondo del lavoro a sfornare acciaio. Oggi Piero sa che cosa vuol dire diossina,benzo(a)pirene e tutte quelle diavolerie che gli ambientalisti combattono ogni giorno. Piero e' fortunato ad aver comprato quella Fiat rossa che gli e' servita a trovare moglie e far figli. Quei figli che oggi non vogliono andare in fabbrica perche' quelli li',gli ambientalisti,gli hanno messo paura e voglia di andar lontano da Taranto. Piero ora sa della fortuna che ha avuto a esser fuori di li' sano e salvo. E i giovani li dentro? Piero alza le spalle e dice" fatti loro,ai miei tempi era meglio non sapere".
p.s. Vicenda narrata a me personalmente da un ex operaio dell'Italsider che ho incontrato nel mio lavoro.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 12/06/2010@8.28.31 da Luca:
E' formidabile come la rete sia in grado di sviluppare grazie alla interattivita' immediata pensieri e azioni. A Taranto la questione ambientale grazie a essa ha avuto sviluppi concreti,iniziando dalle denunce con tanto di foto e video,fino ai dati tecnici esposti come prova per l'inqunamento quotidiano. Ma oggi in un clima da pseudo regime berlusconiano e non,la rete offre sviluppi importanti circa la voglia dei giovani specialmente di difendere il proprio futuro e quella parola,liberta',che viene offuscata da presunti personaggi che giurano sulla costituzione e poi sperano che l'Italia si separi o che peggio cambi totalmente regole e decreti sanciti addietro. Presto ci si organizza e ci si incontra per dire e fare cio' che si sviluppa in rete e i luoghi della discussione di una volta come le piazze e le vie maggiori di una citta' ritornano a farci pensare all'antica Grecia dove il discutere in "piazza" delle questioni pubbliche era normalita' e indice di democrazia. Gia' quella democrazia che oggi con leggi bavaglio e inciuci personali questo pseudo regime cerca di mettere in atto quello che nell'era Mussolini fu' un semplice stato dittatoriale a senso unico. Io comunque ancora giovane,percepisco un sottile velo di politica autoritaria troppo settoriale nelle sue intenzioni personali che mette in discussione il senso della democrazia intesa come pura espressione del popolo. Questo governo con i suoi ministri e i suoi politici si sta blindando con leggi e leggine contro gli sporchi giochi che alcuni politici fanno nei loro mandati,oscurando i canali della liberta' e delle opinioni libere di ogni cittadino. Berlusconi assomiglia sempre piu' alla controfigura di Mussolini,uomo certamente unico nelle sue idee(e che idee....)ma che dimentica come quell'uomo e quell'era sia stata messa da parte e come sia stata tragica per alcuni versi per tutti gli italiani. Dimentica che il Parlamento e' il luogo delle discussioni e dei dibattiti democratici e dimentica che i propri affari personali non devono essere blindati e difesi in nome di una maggioranza che comunque va riconosciuta. A Taranto adesso come in tutte le parti d'Italia bisogna farsi sentire per difendere,oltre alle questioni ambientali,anche quelle attinenti alla liberta' di ognuno di noi. Non e' una esagerazione,ma ogni volta che assisto a sedute del Parlamento in tv mi sembra di vedere i vecchi film del regime che con tutti i protagonisti in alta uniforme difendevano le loro idee e il loro capo. Adesso uniti si vince,vero Bersani??
Categoria: Ambiente
Postato il 06/06/2010@17.12.20 da Luca:
Finalmente i dati ufficiali,quelli che il sindaco Stefano chiedeva come prova della verita', sono usciti dall'Arpa Puglia e messi in rete a confermare come la cokeria e il benzo(a)pirene siano i killer piu' diffusi a Taranto e che gli ambientalisti tarantini vogliono scacciare dalla nostra citta'per sempre. Ma a conclusione di tutto questo iter di conferme e smentite e anche di prese di posizione sbagliate secondo me da parte di alcune persone(specialmente nei modi poco umani verso chi manifestava sotto un sole cocente),l'Ilva e' messa ancora una volta di fronte a un bivio:chiudere la cocheria,abbassando cosi' di netto l'inquinamento che attanaglia il quartiere Tamburi in modo particolare oppure cercare l'ennesima svolta per fare in modo che con sforzi economici e tecnologici si possa abbassare la soglia del parametro di 1ng/m3 che e' stato superato diverse volte. Se dovesse essere presa in considerazione la chiusura della cocheria e dovesse presentarsi lo spauracchio di licenziamenti,si aprirebbe il dibattito che nessuno mai avrebbe voluto discutere:posti di lavoro e inquinamento o salute per tutti e perdita di manovalanza nel piu' grande gruppo industriale europeo? Adesso ci aspettiamo un coinvolgimento dell'azienda Ilva a favore di opere di bonifica di quelle zone calde della catena di produzione con interventi straordinari per abbassare i valori di inquinamento e rendere Taranto una citta' industriale ma "respirabile". Ora piu' che mai serve essere uniti nella lotta all'inquinamento e difendere(e qui i lavoratori dovrebbero esporsi di piu')il posto di lavoro.
Categoria: Ambiente
Postato il 02/06/2010@17.15.16 da Luca:
Non abbiamo piu' referenti istituzionali che ci possano tutelare e aiutare a combattere una battaglia in difesa dell'ambiente. Dopo la fuga di Stefano dinanzi a chi eroicamente attendeva con ansia sviluppi piu' concreti a confronti sulla questione Ilva e cocheria,c'e' da dire che adesso piu' che mai Taranto diventa una citta' votata all'anarchia e al "fai da te". Si perche' Alessandro Marescotti,Fabio Matacchiera e altri sono i nostri fari da seguire oramai,le nostre istituzioni e le nostre guide che eroicamente combattono una battaglia non essendo appoggiati da uomini istituzionali che dovrebbero accettare confronti intorno ad un tavolo cercando soluzioni e consigli. Gia' quei consigli che piovono sulle teste dei nostri politici ma che sembrano invece messi da parte poiche' inconcludenti e senza ragione tecnica. Adesso e' giunta l'ora del fai da te,l'ora di quella rivolta civile che sembrerebbe l'unica soluzione ai mancati doveri del palazzo comunale.