Buongiorno Taranto !   Buongiorno Taranto: il Blog di Luca
 
 
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S. PIETRO CLAVER 
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Il proverbio del giorno :Ddo vote se sposte l'ome: quànne fatìa a ccunde sue e quànne mange a spese de l'òtre. (In due casi si muove l'uomo. Quando lavora per proprio conto e quando mangia a spese altrui) 

L'AUTUNNO CALDO IN RIVA ALLO JONIO.

Categoria: Ambiente
Postato il 28/09/2009@13.50.47 da Luca: 

Si preannuncia un autunno caldo in base alla questione Enipower discussa nel recente mio post.
Questo perche' vengono snocciolati da piu' parti(ambientalisti,tecnici della stessa Enipower e alcuni sciacalli politici)dati che girerebbero intorno all'eventuale raddoppio della centrale gia' esistente sul nostro territorio.
Veniamo alla questione occupazionale:
Enipower su una pagina a pagamento di un giornale locale parla di un incremento occupazionale sia in fase di cantiere sia in fase di gestione della centrale stessa.
Il personale che sara' usato per la realizzazione dell'impianto sara' di circa 250 unita'e nella fase di funzionamento di circa 60 unita' da prendere nella centrale gia' in funzione e altre nell'indotto stesso che questa struttura creera'.
Quindi parliamo di tecnici specializzati e di operai esterni che serviranno per la manutenzione della centrale stessa e dei suoi componenti da gestire.
Dati lavorativi,dati che alcuni politici gia' stanno sviscerando in pasto alla stampa locale anche perche'su questi temi si ingrandiscono a suon di bugie le liste dei possibili propri elettori,poveri disoccupati in cerca di primo impiego magari senza esperienza lavorativa,altro che tecnici super specializzati con pluri esperienza nel settore industriale.
Quindi occhio agli sciacalli e alle loro bugie.
Altra questione importante i dati sulle emissioni dannose emesse dalla centrale Enipower in regime di potenza triplicata.
Qui bisogna dire che gli ambientalisti ma piu' di loro l'assessore Losappio,rinnovano l'invito a essere prudenti e vigili sempre in tematiche ambientali,ricordando che il Ministero dell'Ambiente ha rimandato al mittente l'ipotesi del raddoppio della centrale subordinandolo ai punti e ai requisiti,che comunque verranno sempre discussi insieme agli ambientalisti,del parere numero 267 del 2 aprile della Commissione tecnica del via.
Poi Losappio ricorda,per confermare i miei sospetti,che si e' ben lontani di 3000 posti di lavoro annunciati da molti parlamentari che come sanguisuga immettono dati sbagliati in pasto ai giovani tarantini illudendoli .
Enipower come altre strutture industriali gia' scomode per tutti noi,va seguita e monitorata nel suo possibile sviluppo,sviluppo che se avverra' portera' guai ambientali e poco lavoro.
Che si vuole di piu' dal nostro territorio ancora?


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LA CITTA' ANCORA PIU' SBIADITA?

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 24/09/2009@16.38.23 da Luca: 

Enipower a Taranto questione complessa ma da tenere d'occhio.
Perche' in passato ci siamo fatti fregare e solo adesso,con le patologie che vediamo sotto i nostri occhi,ci rendiamo conto che emissioni di veleni e altre diavolerie inquinanti ci attaccano quotidianamente con tragici risultati.
Questa citta' non puo' permettersi di avere sul suo territorio altre emissioni di veleni e raddoppi di strutture produttive.
Enipower vorrebbe ampliare la centrale di Taranto in regime di potenza produttiva dalle 85mw attuali alle possibili 288mw future,circa il triplo .
Abbasserebbe le emissioni di co2 dice da una parte,e tutto questo per poter vendere energia al territorio nazionale e il resto a Taranto.
Ma il malato tarantino,la citta' stessa,e' allo sbando colpita giornalmente da policarburi e veleni vari e Enipower vorrebbe infliggere ancora piaghe sul corpo del malato difeso da eroici ambientalisti e parte di giornali locali.
Ma tutto questo ne vale la pena o siamo di fronte all'ennesimo attacco ad una citta',che per anni e' stata sfruttata in nome del dio denaro a scapito di noi tutti?
E esiste ancora una dose di buonaragione capendo che il nostro territorio non ha piu' margini di accoglienza per realta' industriali visto che le aree libere sono tutte state occupate in passato da enormi mostri come Ilva e Raffineria Agip?
Ma perche' non dare retta a chi crede nella salvaguardia del territoro jonico andandone a difendere la liberta' e il diritto alla salute colpita da scelte del passato errate e che oggi pesano come macigni sul nostro futuro e su quello dei nostri figli?
Enipower potrebbe anche non emettere piu' co2 a volonta',ma quello che piu' spaventa e ci si domanda dove e' il rispetto sia dei politici che degli ingegneri visto che non avrebbero dovuto minimamente prendere in considerazione un raddoppio della raffineria e relative conseguenze.Bisogna dire che la Provincia ha preso tempo attendendo pareri da parte di ambientalisti e associazioni varie.
Perche' ampliarsi in un territorio gia' a rischio esplosione visto il numero di impianti e i loro rischi connessi?
Ampliare strutture gia' dannose per tutti noi cittadini in nome della produttivita' e dei relativi guadagni?
Noi vigileremo,sperando che Provincia e Comune facciano la loro parte,quella di difendere i cittadini tarantini dall'ennesimo schiaffo in faccia.

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PER INFO:
http://www.enipower.eni.it/it/pages/dove-operiamo/taranto/taranto.shtml


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AGGRAPPARSI ALLA FORTUNA.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 20/09/2009@16.28.37 da Luca: 

Il marinaio guardando l'orizzonte mi diceva di essere fortunato a essere un "uomo di mare e non di terra" visto gli ultimi tragici avvenimenti in Afghanistan.
Gia' essere a bordo di una nave e non in un lince nelle vie di Kabul e' fortuna,fortuna di non essere esposto ad attacchi violenti e alcune volte come si e' visto terribili e mortali.
Si certo ci sono le missioni contro la pirateria internazionale,ma quelle sono piu' sicure e gli attacchi sono mirati contro navi commerciali con uomini civili a bordo.
La fortuna di Taranto e la sua marina potremmo dire,quella fortuna che hanno questi marinai ad essere uomini di pace ma in terre relativamente tranquille.
Adesso,dopo aver visto immagini e dopo aver sentito commenti su cio' che e' accaduto a Kabul,ci si pone l'interrogativo di chiederci se e' ancora utile guidare un paese,l'Afghanistan ,sui binari della normalita'.
Ci si chiede se il prezzo da pagare sia giusto o se invece,solo per la questione solita delle alleanze politiche ,sia doveroso rimanerci e sperare che il tutto finisca subito,anche domani.
Il marinaio si sente fortunato,anche domani potra' vedere il ponte girevole e il castello,pensando ai colleghi che non ci sono piu'.
Della Folgore certo,ma sempre colleghi.


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LEGGO NUMERI E NUMERI E NUMERI......

Categoria: Generale
Postato il 10/09/2009@13.54.51 da Luca: 

Leggo nel sito dell'ASL di Taranto,per merito,per alcuni mal vista, del Ministro Brunetta, le retribuizioni visibili a tutti online di medici e amministrativi ,cosi andando a far nascere commenti e invidie per queste cifre del personale medico che per alcuni sono onerose e troppo alte e per altri giuste e giustificate dato il ruolo che coprono medici e amministratori.
Vorrei dire la mia su questi soldoni da capogiro e magari porre un paragone tra medico e operaio.
Il medico si sa per arrivare a certi risultati e livelli deve compiere studi e sacrifici,a volte ci riesce in breve tempo altre volte con ritardo che ricadono poi sul portafoglio di famiglie e genitori.
Dovrebbero uscire fuori figure professionali valide,i medici appunto,che invece a volte escono alla ribalta della cronaca per danni arrecati al paziente di turno o diagnosi sbagliate.
Poi per quanto riguarda l'amministrazione e gli amministratori ospedalieri ,li'pesa il "prestigio della firma " e decisioni prese in merito a documenti da avvallare per dar inizio a progetti sanitari o per semplici fatti amministrativi.
Decisioni a volte politiche prese per interessi personali e favoritismi,creando quel disavanzo immenso che si chiama spesa sanitaria e sprechi economici.
Si potrebbe dire che il dottore guadagna meno di un calciatore,ma su questa ingiusta retribuizione data ai bellocci del pallone si sta cercando di porre fine specialmente dopo il caso "real madrid" con le sue spese folli in cerca dei migliori calciatori al mondo.
Veniamo agli operai.
Che differenza esiste tra loro e i medici?
Svolgono funzioni diverse,hanno avuto istruzione misera in confronto al super laureato,ma di sacrifici e dolore non hanno nulla da invidiare a nessuno.
Lavorano in ambienti saturi di veleno ,hanno la salute minacciata da possibili malanni futuri irrimediabili e a Taranto la statistica ci regala numeri da far paura in tema di malattie professionali nell'industria locale.
Quindi due mondi diversi si ma con le stesse caratteristiche di sacrificio,responsabilita'.
I medici salvano vite,potrebbe essere l'unica cosa di diverso e indiscutibilmente a favore di queste cifre,ma quando si leggono stipendi folli per amministratori o figure non operative mi sembra di esagerare e regalare soldi a danno di lavoratori che si alzano alle quattro la mattina per andare sul cantiere magari a cento chilometri di distanza e ritornano la sera salutando sbadigliando la famiglia.
Poi loro gli operai purtroppo ci lasciano la vita sul lavoro,morendo per un qualcosa a cui loro credevano.

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IL FUMO DENTRO TUTTI.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 03/09/2009@15.12.48 da Luca: 

Gli animali pascolano senza sapere che arrivera' presto il loro ultimo giorno di vita.
Nelle masserie colpite nel loro cuore produttivo,gli animali da allevamento,si prospetta un futuro nero e maledetto.
L'Ilva,con la sua diossina che e' penetrata nei campi e nelle viscere degli animali,ha compiuto l'ennesimo attacco contro terzi(oltre agli operai stessi e ai comuni cittadini).
La volonta' di abbattere animali con diossina nella carne e non piu' "utilizzabili" per altri scopi,fa nascere la polemica nell'opinione pubblica e ci alimenta dubbi e perplessita' su cio' che e' stato fatto come prevenzione e su cio' che sara' il futuro di questi allevatori, vistosi gia' colpiti dalla mattanza sanatoria che la Asl e il Comune di Taranto ha deciso e ordinato sui capi di bestiame infetto da abbattere.
La Regione Puglia con i suoi 160mila euro di indennizzo danni agli allevatori si lava le mani,e sembra confermare come in questa storia si vuol subito colpire il debole a favore del ricco.
Dovrebbe Riva e il suo gruppo elargire soldi come risposta ai suoi danni in favore di diverse persone che si vedono distruggere cio' che hanno creato in diversi anni con fatica e sacrificio.
La diossina,risultato di un ciclo produttivo industriale,colpisce una comunita',quella contadina delle masserie e degli allevamenti,che spera in una bonifica dei territori colpiti dall'agente chimico e magari in una rivalutazione dei capi di bestiame per altri scopi.
Adesso ci vuole anche la presenza della citta' intera per testimoniare il disagio ma anche la preoccupazione per i veleni che l'Ilva emette quotidianamente dai suoi camini,creando una catena mostruosa di vittime e danni ambientali.
L'ennesima prova di una scelta sbagliata del passato,quella di una galattica struttura industriale a ridosso di una citta',che colpita quotidianamente nel suo cuore,respira a fatica con aumenti di decessi e patologie respiratorie.
Uomini,donne,anziani e bambini.Adesso animali e che altro piu'?


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