Buongiorno Taranto !   Buongiorno Taranto: il Blog di Luca
 
 
Buongiorno Taranto !  
BUONGIORNO TARANTO !


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IL SANTO DI OGGI:
S. ZACCARIA 
PROVERBIO TARANTINO
Il proverbio del giorno :A jaddine fàce l'uève e o jadde le dole 'u cule ! (La gallina fa l'uovo e al gallo gli duole il sedere) 

PENSIERI COMUNI.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 31/07/2010@8.09.24 da Luca: 

Devo dire che vedendo settimanalmente trasmissioni locali che vertono su tematiche politiche e sociali del nostro territorio,la parola che piu' viene menzionata e' dissesto.
Questa parola,che ci riporta ai tempi della sindachessa Di Bello e della sua gang(a proposito camminano alcuni ancora per le vie della citta'....vergognatevi)e' diventata il parafulmine degli immensi danni che visibilmente noi vediamo quotidianamente e che,per il turista di passaggio,diventano squallore e degrado di una citta' del meridione come tante altre.
Marciapiedi rotti,fontane senza acqua,erbaccia nelle vie cittadine,cacche di cani,ecc... ecc..
Ma la mia considerazione e' un'altra.
E' vero che il dissesto provocato dalla "banda del buco dibelliana" e' fatto reale,che i soldi mancano e che il bilancio comunale e' sempre al limite,pero' c'e' sempre un pero':
le priorita'.
A volte alcuni comuni tagliano manifestazioni e spettacoli per favorire altri piani a favore del territorio(questo gia' si e' notato questa estate),a volte(lo fece Cito)ci si arrangia come si puo' rendendo comunque presentabile la citta'.
Io chiedo ai politici nostrani di "arrangiarsi un poco ",andando a sviluppare la teoria/pratica del fai da te.
Basterebbe poco,basterebbe far lavorare gli spazzini anche spingendoli a strappare erbe dai marciapiedi,andando a chiamare qualche volenteroso capace di ripristinare fontane ferme da anni.
Si dice a volte che se si ama un territorio lo si difende e lo si innalza sull'altare del turismo e dei suoi pregi.
Perche' non chiamare all'opera i cittadini capaci tecnicamente per risolvere questioni tecniche e per ripulire quartieri?
Perche' in passato la voglia di scendere a dare una mano era piu' sentita e adesso siamo solo bravi a criticare?
Sara' perche' la famosa gang dibelliana e' stata capace di farci perdere fiducia nella figura del politico dopo averci illuso(a me no)con discorsi in grande stile e ammiccamenti vari.
Sara' ma questa giunta politica si sta inquadrando solo per azioni di difesa dell'ambiente(grazie alla spinta delle varie associazioni)e nient'altro.
Sara' ma Stefano non e' il Cito di turno,questo e' vero,pero' la gente sente la mancanza di chi dovrebbe scendere in strada e ramazzare dando il buon esempio.
Certo alcune volte lo si e' visto ramazzare,ma poi...
Il dissesto finanziario di questa citta',annoso coltello alla gola delle prossime giunte comunali e dei prossimi cittadini tarantini,non deve essere la scusa per dire non posso fare questo e quest'altro.
Il problema economico,in parte,non e' barriera contro azioni civili e collettive della popolazione volenterosa che potrebbe aiutare negli sforzi questa giunta immotivata e tecnicamente incapace.
Perche' allora non affiggere manifesti di richiamo ai piu' capaci e volenterosi per risolvere problemi "semplici" che all'occhio di noi cittadini e dei decantati turisti(ma dove stanno...?)danno risalto negativo a questo territorio che vorrebbe,gia' vorrebbe,assomigliare al salento che va a gonfie vele?


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LA CHITARRA DEPOSTA.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 27/07/2010@17.06.43 da Luca: 

Gli artisti snobbano Taranto andando a vedere il cartellone degli eventi musicali tarantini di questa estate 2010.
Quindi nello specifico avremo Pierdavide Carone il 19 Agosto alla Villa Arena Peripato e poi a settembre Marco Travaglio con il suo monologo.
La giusta conferma di come in questa citta' non si tengano in considerazione gli aspetti fondamentali del fare cultura in una societa'che avrebbe diritto(pagando di propria persona il piu' delle volte)a godere di artisti musicali e teatrali.
Ma a questo punto perche' Taranto e' dimenticata dal circuito nazionale(non parliamo poi di quello mondiale che si rifa' ai tempi del Tursport)e perche' non si riesce a far venire grandi nomi qui da noi?
La questione non e' la solita carenza di soldi comunali(visto che il piu' delle volte il Comune offre solo il posto per suonare)ma la voglia dei manager a sponsorizzare il proprio artista o band musicale in riva allo jonio.
La vicina Bari questa estate vedra' Ligabue,Fiorello,Giovanni Allevi,mentre in provincia si esibiranno i Simple Minds,Mario Biondi,Placedo,Morricone.
A noi le briciole(con tutto il rispetto per chi verra' a suonare)ma i tempi dei Cure,Depeche Mode,Vasco Rossi sono ben lontani.
Manca la solita programmazione ma anche il solito manager che abbia la volonta'di far suonare il suo big.
David Zard,vecchio volpone e organizzatore di eventi storici musicali ,disse una volta che per far venire a suonare in Italia un grande gruppo ci volevano due cose:un palco e la volonta' del sindaco.Al resto ci pensavano gli sponsor e l'allegria tutta italiana.
Il sindaco c'e',l'allegria pure.E allora?
Aspettate sto telefonando a David.
Peccato che per quest'anno siano tutti impegnati i suoi big,altrimenti....

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AMATE VACANZE?

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 21/07/2010@16.41.34 da Luca: 

Da molte parti si sente parlare di una nuova "vertenza Taranto",andando a riportare a Roma sui banchi dei politici nazionali gli annosi problemi di questa citta'.
Si sente parlare di sinergia da piu' parti,di patto salento area jonica per cercare di sfruttare al meglio cio' che abbiamo o.... che avremmo.
Gia' quello che hanno forse gli altri(ma sono piu' furbi di noi?)o che meglio sanno vendere.
Un esempio per capire meglio il concetto.
Il mare,le coste e gli scenari stupendi tipici delle nostre parti cozzano contro l'abbandono e l'inefficienza di chi,invece,dovrebbe promuovere(enti locali)e migliorare(Comune in primis)questo aspetto.
Andare a sentire continuamente di scarichi a mare,di industria che inquina(e non solo per aria) e strade dissestate rendono il discorso e la volonta' solo un sogno effimero e inadeguato(per adesso speriamo)che viene invece messo in pratica da altre zone limitrofe(salento in primo luogo).
Sentire parlare del famoso asse salentino/jonico a suggello di un patto tra chi,memore di avere bellezze naturali,e' in grado di offrire tanto al turista che giunge in visita da quelle parti e'desiderio difficile da raggiungere.
La differenza tra chi fa e chi non riesce a fare e' evidente visto che basta spostarci a pochi chilometri da noi(Martina Franca,Ostuni,Otranto...)per sentire e assaporare aria di vacanza e servizi efficienti.
Perche' noi no?
Perche' le decantate bellezze della Magna Grecia che fu non vengono usate e valorizzate per rendere Taranto una citta' dalla voglia turistica e dalla meta da raggiungere?
Sara' che per caso il famoso senso di colpa(Ilva)aleggia nei nostri pensieri e in quelli che ci vorrebbero venire a trovare?
Insomma chi verrebbe nella citta' piu' inquinata d'Europa a respirare veleno?
Io no e come me tante altre persone.
Valorizzare il territorio e renderlo idoneo e vivibile sempre e' una utopia,resa difficile anche dalla scarsa fermezza e dallo scarso peso politico che hanno i nostri politici nelle camere dei bottoni,li a Roma,dove spesso si decidono anche manifestazioni culturali e di spettacolo per pubblicizzare luoghi e eventi.
Da noi?
Basta vedere data del calendario(troppo tardi e' partito il tutto) e programmi in Villa Peripato.
Gia' li dove le papere squazzano in una vasca gialla e le tartarughe chiedono rispetto.
Poi portatevi l'acqua,perche' alle sette di sera chiudono i rubinetti delle fontane.
Viva l'estate ,il sole e quello che sognamo per la nostra amata citta',regina della Magna Grecia che fu con le statue dei filosofi in villa che ,anche esse,chiedono rispetto e perche' no amore.

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IL QUA ..QUA..QUA.. DEI POLITICI.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 18/07/2010@17.38.41 da Luca: 

L'acqua giallastra e schiumosa della vasca delle paperelle in Villa Peripato a Taranto,e' lo specchio della politica fallimentare del Comune di Taranto riguardo l'attenzione verso i luoghi pubblici e relative opere.
Le due paperelle in giorni torridi come questi cercano sollievo andando a nuotare in un luogo che dovrebbe rappresentare l'habitat naturale di questi animali ma cosa ancor piu' importante dovrebbe essere decoroso e vivibile.
Invece la palude gialla e puzzolente diventa luogo di abbandono e poco rispetto per gli animali che ci vivono(anche delle tartarughe)e conferma di un modo di operare dell'amministrazione jonica degno del peggior villaggio disperso al mondo.
Sporcizia,vetri rotti e canneto mal ridotto offrono ai bambini,che curiosi vanno a dar da mangiare alle paperelle, uno spettacolo indegno
Ma l'incuria comunale e' anche visibile nella scarsa manutenzione del verde e dei mattoni rotti un po' ovunque.
Se in questi giorni si vuole andare a cercar refrigerio all'ombra degli alberi della Villa Peripato,andate a farvi un giro in quella parte della villa dove troverete le paperelle nuotare nel giallo sporco della vasca e vi renderete conto di persona dell'abbandono della zona in questione.
Io per vendetta ci butterei dentro in quell'acqua diverse persone,ma si sa che loro,i politici,sguazzano in mari limpidi e puliti,lontano da quelli nostrani purtoppo sporchi come non mai.


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QUELLI DEL "CHE" TARANTINO.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 16/07/2010@17.22.58 da Luca: 

Partimmo per Milano per una manifestazione della FGCI,che aveva il suo quartier generale a V.le Trentino e speranzosi cantando e scherzando ci sentivamo uniti e pronti per una nuova battaglia in difesa di qualche legge dell'epoca sbagliata.
Erano gli anni ottanta e si percepiva la sinistra tarantina piu' forte che mai e noi giovanotti emulavamo i big nazionali credendo di capirli per intero e seguendo la mitica bandiera col "che" fiero con il suo sguardo.
Allora Taranto aveva la sua industria e il suo inquinamento,ma con tutta onesta' di diossina e benzo(a)pirene nemmeno l'ombra a sentirne parlare.
Oggi la sinistra tarantina,e' spinta alla difesa del cittadino contro i veleni grazie non piu' solo a "i giovani comunisti "ma indubbiamente dalle varie associazioni che martellano siti e giornali con dati e opinioni piu' o meno tecniche.
La spinta politica che serve anche a farci valere a Roma e quindi in Parlamento,viene anche dal popolo comune,quello che si distacca (non tutto pero')dalla linea politica dei vari Bersani o Vendola.
Se in passato la militanza in qualche partito era e diventava proposito per iniziative di lotta su varie tematiche oggi,i ragazzi di allora,li vedo girovagare per la citta' con cagnolini a spasso e occhiali alla moda.
Il politico di sinistra e' un po' perso verso l'identita' ancora da decifrarsi del PD nazionale.
Ecco perche',il "CESARE SILVIO",diventa il faro per molti e dei suoi problemi personali ci inebria quotidianamente.
Quella FGCI di allora poteva servira adesso ma si sa che il tempo passa e con esso anche le persone.
Ricordi del tempo,una Taranto un po' piu' rossa di adesso...


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LAMPI DI REGIME.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 09/07/2010@16.30.44 da Luca: 

Mi sembra scontato dire che se il regime attuale e' liberal/democratico comunque sia,le sue tegole fatte di leggi e favoritismi personali e' evidente e fastidioso.
La legge bavaglio che nascondera' informazioni e manfrine dei prossimi governi a seguire,e' quella legge che e' nata per fottere il prossimo(noi tutti )e far continuare quell'andazzo del governo del re Berlusconi e della sua corte fatta da veline e cantanti(a proposito avete sentito la Zanicchi?).
Ma non uscire in edicola oggi protestando contro questo ddl,e' stata una cosa giusta?
Non credo,sarebbe stato meglio forse far uscire in edicola i giornali magari con un dossier su qualche fattaccio del passato che ora,se dovesse passare questa legge,ci nascondera' attori e azioni di questi ultimi.
Se a Taranto dovesse scoppiare in futuro uno scandalo legato ad appalti o questioni politiche,non avremmo di che rallegrarci visto che non potremmo avere quotidianamente notizie in merito e note processuali aggiornatissime.
Mi sembra quindi che questo regime democratico/liberal e' senza ombra di dubbio un mantello nero che copre il sole della democrazia e che ci rende capaci di provare,specialmente a noi piu' giovanotti,quell'aria che i nostri genitori hanno provato da piccoli quando lui,si Benito e la sua gang tutta in nero,si dedicavano ai propri interessi personali e relegava il popolo a semplice comparsa costringendolo a enormi sacrifici(vero Tremonti) e false illusioni.
E i tarantini che dicono di tutto questo?
Nei miei sondaggi personali chi vuole la fine di questa dittatura democratica e personale e' il solito pensionato che bestemmia i politici e i loro stipendi d'oro.
E il giovane,si quello che lavora all'Ilva e che dice di non fregarsene niente del compleanno della sua fabbrica?
Per lui tutti sono ladri ma alla fine ,quel che conta,e' che Riva,l'altro re,non abbandoni la barca e i suoi marinai e che,anzi,si decida di acquisire commesse rilevanti per i prossimi anni.
Evviva la democrazia comunque sia,mascherata da regime o no.
In fondo,i re e i condottieri ritornano e se ci fate caso tra il nostro re attuale e il Benito che fu' la somiglianza un pochino eiste.O no?


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RIDIAMOCI SU......

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 04/07/2010@16.52.07 da Luca: 

Camminando questa mattina per le vie di una Taranto assolata e calda,ho sentito alle mie spalle un commento poco piacevole:
"sai Enrica,qui al sud parlano tutti in dialetto mica come da noi....".
Stavo quasi per scaldare i muscoli per ricordargli al "nordista" di come invece il suo capo Bossi difenda l'dentita' culturale e linguistica del nord quando mio figlio,di tre anni,mi ha chiesto l'acqua.
Il tutto era nato dall'incontro che ha avuto sempre il "nordista" con due persone che tra di loro,in perfetto tarantino,commentavano l'eliminazione dell'Argentina dal campionato del mondo in corso.
Quanti se e pero' potrebbero nascere da questo episodio.
Vorrei ricordare sempre agli amici "nordisti",di come Taranto sia sfruttata dai loro itinerari turistici per le bellezze del mare e della cucina tipica,oltre che per la vicinanza con altrettante zone interessanti per storicita' e avvenimenti culturali.
La secessione che richiede Bossi giornalmente e che minaccia ogni qualvolta l'amico Berlusconi gli rinnega un contentino in leggi o nomine varie,e' quella differenza che sempre il "nordista" trovava in noi,popolo misero e ignorante dall'italiano scadente e da quel dialetto,si quello dei due amici,che evidenzia uno strato sociale culturale di un sud regretto e piangione.
Perche' mai allora il decantato nord difende il lumbard e la sua lingua senza essere "polentone" e ignorante?
Perche' mai quei due amici diventano il simbolo di una citta',Taranto,misera e ignorante?
Due pesi e due misure differenti forse o il "nordista" rientra nella fascia del qualunquismo degno della padania e del suo re Umberto?


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