Buongiorno Taranto !   Buongiorno Taranto: il Blog di Luca
 
 
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BUONGIORNO TARANTO !


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IL SANTO DI OGGI:
S. ZACCARIA 
PROVERBIO TARANTINO
Il proverbio del giorno :A jaddine fàce l'uève e o jadde le dole 'u cule ! (La gallina fa l'uovo e al gallo gli duole il sedere) 

SCELTE CORAGGIOSE?

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 23/06/2010@15.41.38 da Luca: 

Certo che quello che e' successo a Pomigliano potrebbe un giorno accadere a Taranto.
Invece di chiedere all'operaio se vuole l'intesa e le condizioni che Fiat gli propone oppure rischiare la chiusura della fabbrica e cercar lavoro nuovo,Taranto si ritroverebbe con un quesito diverso:
vuoi eliminare l'area a caldo e rischiare di perdere il posto di lavoro?
Se si dovesse arrivare a questo punto e se i no dovessero risultare maggiori,avremmo un caso simile a quello campano,ovvero il manifestarsi di una scelta a favore della salvaguardia del posto di lavoro e una polemica con chi(ma sarebbero pochi,altro che 36% dei contrari campani)rimane contrario alla presenza di un fattore inquinante(la cokeria).
Domanda:ma cosa ci si doveva aspettare al sud,in una fabbrica con operai con l'acqua alla gola con debiti e figli a carico?
Ma veramente si puo' essere cosi sciocchi di pensare che se togli la Fiat(o l'Ilva a Taranto)hai altre speranze per il tuo futuro?
Cio' che e' accaduto a Pomigliano e' la conferma di come in alcune zone del sud Italia si sia fatta una scommessa su grosse fabbriche dove l'operaio sfruttato e mal difeso e' costretto a dire si' al padrone pur di avere a fine mese stipendio e un futuro comunque sia.
Preoccupano i no,quella minoranza che nega un accordo con la dirigenza e straccia patti e inciuci in una realta',quella industriale,dove chi perde e' sempre il piu' debole.
Se avessimo avuto una netta vittoria dei no a Pomigliano,sarebbe arrivata l'ora di un cambiamento radicale nella classe operaia,nella voglia di buttare all'aria un lavoro sicuro pur di difendere propri diritti raggiunti con sacrifici e a volte morti dolorose.
Ma oggi l'operaio dell'Ilva come quello di Pomigliano e' il giovane con moglie e figli che dell'orgoglio e del diritto "poco " se ne frega,purche'(e qui c'e' la conferma dei si campani)ogni mese arrivi la sospirata paga che gli da,anche con sacrifici,piaceri e cose materiali per dire che,in fondo,anche io esisto....


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PIERO L'OPERAIO.

Categoria: Personaggi
Postato il 17/06/2010@16.37.26 da Luca: 

Piero ricorda che quando il vecchio Italsider sfornava acciaio a non finire pensava agli straordinari che aveva fatto e alla possibilita' di comprarsi l'agognata Fiat nuova per far invidia agli amici.
Quando le nuvole di vapore occupavano gli spazi liberi del cielo e Taranto assumeva un'aria da citta' importante,lui rideva sotto i baffetti e gioiva per un'altra giornata di lavoro.Era la Taranto degli anni 70,quella Taranto che aveva un redditto per famiglia come il piu' alto d'Italia.
Era la Taranto che grazie all'Italsider si trovava al circolo Vaccarella per grandi mangiate e musica a volonta' il sabato sera.
Piero oggi mi dice che allora non sapevano di far male ad una citta' e credevano solo di essere fortunati a trovarsi li',difendendosi dall'amianto con semplici tute da lavoro e sudando nell'inferno dell'altoforno.
Piero non conosceva la parola ambiente e credeva che in fondo il lavoro era solo fatica e responsabilita',e non diritto a sapere rischi e pericoli della grande fabbrica.
Oggi Piero a 70 anni e' felice di non avere una malattia come regalo della fabbrica e solo oggi sa i rischi che ha corso e quello che corrono oggi i giovani lanciati nel mondo del lavoro a sfornare acciaio.
Oggi Piero sa che cosa vuol dire diossina,benzo(a)pirene e tutte quelle diavolerie che gli ambientalisti combattono ogni giorno.
Piero e' fortunato ad aver comprato quella Fiat rossa che gli e' servita a trovare moglie e far figli.
Quei figli che oggi non vogliono andare in fabbrica perche' quelli li',gli ambientalisti,gli hanno messo paura e voglia di andar lontano da Taranto.
Piero ora sa della fortuna che ha avuto a esser fuori di li' sano e salvo.
E i giovani li dentro?
Piero alza le spalle e dice" fatti loro,ai miei tempi era meglio non sapere".

p.s.
Vicenda narrata a me personalmente da un ex operaio dell'Italsider che ho incontrato nel mio lavoro.

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CHI SI FERMA E' PERDUTO.

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 12/06/2010@8.28.31 da Luca: 

E' formidabile come la rete sia in grado di sviluppare grazie alla interattivita' immediata pensieri e azioni.
A Taranto la questione ambientale grazie a essa ha avuto sviluppi concreti,iniziando dalle denunce con tanto di foto e video,fino ai dati tecnici esposti come prova per l'inqunamento quotidiano.
Ma oggi in un clima da pseudo regime berlusconiano e non,la rete offre sviluppi importanti circa la voglia dei giovani specialmente di difendere il proprio futuro e quella parola,liberta',che viene offuscata da presunti personaggi che giurano sulla costituzione e poi sperano che l'Italia si separi o che peggio cambi totalmente regole e decreti sanciti addietro.
Presto ci si organizza e ci si incontra per dire e fare cio' che si sviluppa in rete e i luoghi della discussione di una volta come le piazze e le vie maggiori di una citta' ritornano a farci pensare all'antica Grecia dove il discutere in "piazza" delle questioni pubbliche era normalita' e indice di democrazia.
Gia' quella democrazia che oggi con leggi bavaglio e inciuci personali questo pseudo regime cerca di mettere in atto quello che nell'era Mussolini fu' un semplice stato dittatoriale a senso unico.
Io comunque ancora giovane,percepisco un sottile velo di politica autoritaria troppo settoriale nelle sue intenzioni personali che mette in discussione il senso della democrazia intesa come pura espressione del popolo.
Questo governo con i suoi ministri e i suoi politici si sta blindando con leggi e leggine contro gli sporchi giochi che alcuni politici fanno nei loro mandati,oscurando i canali della liberta' e delle opinioni libere di ogni cittadino.
Berlusconi assomiglia sempre piu' alla controfigura di Mussolini,uomo certamente unico nelle sue idee(e che idee....)ma che dimentica come quell'uomo e quell'era sia stata messa da parte e come sia stata tragica per alcuni versi per tutti gli italiani.
Dimentica che il Parlamento e' il luogo delle discussioni e dei dibattiti democratici e dimentica che i propri affari personali non devono essere blindati e difesi in nome di una maggioranza che comunque va riconosciuta.
A Taranto adesso come in tutte le parti d'Italia bisogna farsi sentire per difendere,oltre alle questioni ambientali,anche quelle attinenti alla liberta' di ognuno di noi.
Non e' una esagerazione,ma ogni volta che assisto a sedute del Parlamento in tv mi sembra di vedere i vecchi film del regime che con tutti i protagonisti in alta uniforme difendevano le loro idee e il loro capo.
Adesso uniti si vince,vero Bersani??


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DATI ALLA MANO FINALMENTE.

Categoria: Ambiente
Postato il 06/06/2010@17.12.20 da Luca: 

Finalmente i dati ufficiali,quelli che il sindaco Stefano chiedeva come prova della verita', sono usciti dall'Arpa Puglia e messi in rete a confermare come la cokeria e il benzo(a)pirene siano i killer piu' diffusi a Taranto e che gli ambientalisti tarantini vogliono scacciare dalla nostra citta'per sempre.
Ma a conclusione di tutto questo iter di conferme e smentite e anche di prese di posizione sbagliate secondo me da parte di alcune persone(specialmente nei modi poco umani verso chi manifestava sotto un sole cocente),l'Ilva e' messa ancora una volta di fronte a un bivio:chiudere la cocheria,abbassando cosi' di netto l'inquinamento che attanaglia il quartiere Tamburi in modo particolare oppure cercare l'ennesima svolta per fare in modo che con sforzi economici e tecnologici si possa abbassare la soglia del parametro di 1ng/m3 che e' stato superato diverse volte.
Se dovesse essere presa in considerazione la chiusura della cocheria e dovesse presentarsi lo spauracchio di licenziamenti,si aprirebbe il dibattito che nessuno mai avrebbe voluto discutere:posti di lavoro e inquinamento o salute per tutti e perdita di manovalanza nel piu' grande gruppo industriale europeo?
Adesso ci aspettiamo un coinvolgimento dell'azienda Ilva a favore di opere di bonifica di quelle zone calde della catena di produzione con interventi straordinari per abbassare i valori di inquinamento e rendere Taranto una citta' industriale ma "respirabile".
Ora piu' che mai serve essere uniti nella lotta all'inquinamento e difendere(e qui i lavoratori dovrebbero esporsi di piu')il posto di lavoro.


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L'ANARCHIA AI TEMPI DI STEFANO.

Categoria: Ambiente
Postato il 02/06/2010@17.15.16 da Luca: 

Non abbiamo piu' referenti istituzionali che ci possano tutelare e aiutare a combattere una battaglia in difesa dell'ambiente.
Dopo la fuga di Stefano dinanzi a chi eroicamente attendeva con ansia sviluppi piu' concreti a confronti sulla questione Ilva e cocheria,c'e' da dire che adesso piu' che mai Taranto diventa una citta' votata all'anarchia e al "fai da te".
Si perche' Alessandro Marescotti,Fabio Matacchiera e altri sono i nostri fari da seguire oramai,le nostre istituzioni e le nostre guide che eroicamente combattono una battaglia non essendo appoggiati da uomini istituzionali che dovrebbero accettare confronti intorno ad un tavolo cercando soluzioni e consigli.
Gia' quei consigli che piovono sulle teste dei nostri politici ma che sembrano invece messi da parte poiche' inconcludenti e senza ragione tecnica.
Adesso e' giunta l'ora del fai da te,l'ora di quella rivolta civile che sembrerebbe l'unica soluzione ai mancati doveri del palazzo comunale.


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