Si sente spesso parlare di porto e turismo comepossibili fonti lavorative per questo territorio.
IlPresidente della Provincia Florido sostiene che solo il potenziamento e il raddoppio dei moli 4 e 5 dell'attuale porto tarantino e relative opere di bonifica e messa in tecnica dei fondali marini,potrebbero riuscire a dare a Taranto quel salto di qualita' che si auspica da tutte le parti politiche e non.
La porta d'oriente,la porta dei traffici con i mari asiatici e scambi di merci con il nostro territorio.
Pura retorica secondo il mio punto di vista poiche' come si e' visto in passato con i problemi che hanno avuto i lavoratori del porto stesso,sembrerebbe ripetersi l'annosa questione che attanaglia Taranto:ma a cosa serve una grande opera se essa,senza appoggi politici romani e senza le giuste guide non decollerebbe come invece e' avvenuto a Bari?
Ma il porto tarantino e' un veicolo per nuove opportunita' lavorative o e' solamente qualche raggio di sole breve nel panorama dell'occupazione locale?
I proclami,servono a volte per condannare e denunciare chi,spesso,non vuole bene a un territorio,rendendolo scarso di possibilita' e voglia di riscatto.
Mi sembra che parlare di unita' tra tutte le forze politiche e promuovendo marce su Roma capitale,e' la conferma dell'ennesimo fallimento dei nostri uomini politici che non avendo voce in Parlamento non riescono a dare una scossa vera per la nostra citta'.
Punterei invece sulle cose che si hanno gia',rendendole conformi alle leggi di tutela del territorio,e parlo di Ilva,Eni,Cementir.
I grandi proclami gia' sono stati fatti nel passato,specialmente quando si e' usata la parola turismo come salvezza per noi tutti.
Ho sentito varie giunte comunali dalla DI Bello a Cito e ora con Stefano dire che il turismo e' quel vincolo a cui non possiamo rinunciare e che invece deve essere potenziato e svenduto alle fiere(la BIT ultimamente).
Ma se fa schifo tutto cio' che ruota intorno a esso,dalle strade con buche e poco illuminate ai servizi igienici e sanitari lungo la litoranea.
Ma che cosa dobbiamo vendere un mare che manca di servizi e strutture adeguate per far ridere i polli?
Un consiglio :pur amando questo territorio che assomiglia sempre piu' a quella Napoli decantata dai film in vernacolo e dalla cronaca locale,sarebbe meglio per un giovane scappare da qui.
Se Taranto non offre lavoro,salute e divertimento collegato alla cultura e da iniziative locali,che ci sta a fare?
Per vedere i perdoni e san Cataldo?
Per l'odore del mare e i tramonti romantici?
E il pane chi lo porta a casa e con che cosa?
Riscatto sociale e voglia di emergere da parte di tutti noi?
Certo a parole tante parole.
Ma quelle i nostri politici ogni giorno le dicono in tv e sui giornali.
Ragazzi svegliatevi.
Lottiamo su tutti i fronti ma diamoci un tempo.Quel tempo che ci deve far dire se conviene stare qui o cercare fortuna altrove.
O allungherete le schiere dei disoccupati in giro per via DI PALMA.
Taranto puo' attendere un futuro migliore.
I giovani,il futuro,lo devono progettare li' dove anche la cosa piu' semplice di una citta' esiste ed e' sufficiente.
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