"Rimangono aperti e da sottoporre alla prossima verifica punti altrettanto importanti come l’attribuzione al Comune di Statte di 28 ettari di proprietà Ilva e la verifica dell’esistenza di eventuale diossina."
Questo e' uno stralcio del comunicato rilasciato dalla Regione Puglia della riunione svoltasi il 1 Marzo tra il gruppo Riva e la Regione appunto inerente il tema ambientale e la verifica di vecchi accordi programmati in passato e le loro realizzazioni.
Ma cio' che piu' mi ha colpito e l'ultima parte del comunicato:diossina.
Questa sostanza che e'in realta' un insieme di sostanze denominate tetraclorodibenzodiossine,ha un effetto devastante sull'organismo umano.
L'Italia ebbe conoscenza tragica con questa sostanza nel Luglio del 1976,quando a Seveso si sprigiono' la famosa nube tossica provocando nella popolazione forme patologiche gravi quali cancro e malattia della pelle.
L'italia ,in quei giorni richiese la collaborazione dei medici vietnamiti poiche' nel conflitto americano avevano dovuto studiare i rimedi contro le bombe a stelle e striscia sganciate contro i vietnamiti nella triste guerra asiatica contenenti appunto sostanze identiche alla diossina.
Ma tornando a noi,l'Ilva diramera' studi e percentuali nei prossimi mesi sulle emissioni di questa sostanza sul nostro territorio,"informandoci" su cio' che si e' respirato e su eventuali migliorie apportate in tema di ecologia.
Ma basta ricordare che lo stabilimento tarantino riversa l'8% di diossina del totale europeo e solo questo ci basta a farci venire paure e incertezze.
Ma perche' mi domando proprio adesso l'ilva vuole darci dei dati su questa diossina e non e' stata mai resa pubblica nel passato questa informazione?
Rischi incalcolabili o danni ormai difficili da rimediare?
Vedremo,sperando che ci sia piu' informazione e piu' controllo da parte di tutti.