RICORRE OGGI: 9 settembre 1943: sbarcano a Taranto, nell'ambito della seconda guerra mondiale e con un’azione a sorpresa, i reparti inglesi dell’ottava armata. 9 settembre 1947: Dalla fusione tra Arsenale e Taranto nasce la squadra di calcio dell'Arsenaltaranto. IL SANTO DI OGGI: S. PIETRO CLAVER PROVERBIO TARANTINO Il proverbio del giorno :Ddo vote se sposte l'ome: quànne fatìa a ccunde sue e quànne mange a spese de l'òtre. (In due casi si muove l'uomo. Quando lavora per proprio conto e quando mangia a spese altrui)
GRANDE RISPOSTA POPOLARE A RIVA.
Categoria: Ambiente
Postato il 30/11/2009@15.55.34 da Luca:
SE DA UNA PARTE LA MANIFESTAZIONE DI SABATO 28 NOVEMBRE E' STATA UNA PROVA DI MATURITA' DELL'INTERA CITTA' PER FARSI SENTIRE SULLA QUESTIONE AMBIENTE,DALL'ALTRA HA MESSO IN EVIDENZA COME UNA ALTERNATIVA VERA ALL'ILVA STESSA PER ADESSO NON ESISTE. E' VERO ANCHE CHE MI SONO PARSE CONTRADDITTORIE ALCUNE ESTERNAZIONI DI AMBIENTALISTI I QUALI,SE DA UNA PARTE LOTTANO IN DIFESA DEL TERRITORIO,DALL'ALTRA SI FANNO GUERRA TRA DI LORO. LA COESIONE,TUTTA,IN QUESTI CASI, DEVE ESSERE ALL'UNISONO DA PARTE DI ASSOCIAZIONI,ORGANI DI STAMPA E ANCHE DEI POLITICI. SE STEFANO E' STATO CONTESTATO E MANDATO A "CASA "PER DELLE SUE FRASI CIRCA L'ORGOGLIO DI ESSERE APPARTENENTI E GRATI TUTTI QUANTI ALL'ILVA STESSA PER QUELLO CHE CI HA DATO IN QUESTI ANNI,DALL'ALTRA HA FATTO EMERGERE COME VI SIANO DEI CLIENTELISMI ANCORA TRA GLI STESSI POLITICI E L'AZIENDA SIDERURGICA. BISOGNA ADESSO TIRARE LE SOMME DI QUESTA GRANDE MANIFESTAZIONE,CERCARE DI AVERE IN RETE I DATI 24 ORE SU 24 DELLE EMISSIONI DI DIOSSINA NELL'ARIA TARANTINA E CERCARE DI ESSERE UN TANTINO PIU' CRITICI SU QUELLA PARTE POLITICA CHE CREDE DI RIMANDARE CHISSA' PER QUANTO ANCORA L'IDEA DI UNA ALTERNATIVA ALL'ILVA STESSA CHE DEVE ESSERE NON LA DEFINITIVA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO MA LA NASCITA(PORTO?)DI QUALCHE OPERA GRANDE E SIGNIFICATIVA PER I TARANTINI STESSI. E POI BASTA CON IL RICATTO MORALE DEL SIGNOR RIVA. SAPPIAMO BENISSIMO CHE SE DECIDESSE ANCHE DI CHIUDERE L'AREA A CALDO DELLO STABILIMENTO TARANTINO SAREBBERO DOLORI PER L'OCCUPAZIONE ,MA E' ANCHE VERO CHE LUI,RIVA,SAPPIA CHE L'ALTAMAREA E LE ALTRE ORGANIZZAZIONI AMBIENTALISTE,MONITORERANNO SEMPRE CIO' CHE AVVIENE TRA QUEI FUMI,CHE HANNO "REGALATO" MORTI OLTRE A TUBI DI ACCIAIO. SAPPIA BENE QUESTE COSE RIVA.
Categoria: Ambiente
Postato il 23/11/2009@16.04.50 da Luca:
CI SIAMO.SABATO 28 NOVEMBRE LA GRANDE MANIFESTAZIONE PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE "ALTAMAREA" STA ARRIVANDO E CON ESSA CRESCE L'ATTESA PER LA RISPOSTA CHE LA CITTA' DARA'. MOLTE ADESIONI FINO AD ORA,MA COSA ASSAI IMPORTANTE E' CHE OGNUNO DI NOI SI SOFFERMI SUI PUNTI DEL MANIFESTO PROMOZIONALE MOLTO IMPORTANTI. SI SPAZIA DAL DIRITTO ALLA SALUTE PER TUTTI I CITTADINI TARANTINI,ALLA BONIFICA DEL TERRITORIO ANDANDO AL MONITORAGGIO CONTINUO DELLE EMISSIONI INQUINANTI. UN GIORNO STORICO PER TUTTI NOI/b],UN GIORNO DOVE LA NOSTRA VOCE SI DEVE FAR SENTIRE PIU' CHE MAI IN DIFESA DEL DIRITTO AD AVERE "REGOLE" PER QUESTA CITTA'. REGOLE AMBIENTALI E DIRITTI DI NOI TUTTI. CAMBIAMENTO DELLA MENTALITA' DA PARTE DI CHI E' PADRONE DEL LAVORO SACROSANTO MA CHE DA ESSO RICAVA SOLDI E PRESTIGIO INTERNAZIONALE INFRANGENDO LIMITI DI EMISSIONE E SICUREZZA SUL LAVORO. NESSUNO,RIPETO NESSUNO,VUOL VEDERE OPERAI DISOCCUPATI,MA ALMENO CHE IL LORO LAVORO SI SVOLGA IN CONDIZIONI UMANE E CON PROCESSI PRODUTTIVI MENO INQUINANTI. INCONTRIAMOCI TUTTI SABATO 28 NOVEMBRE E FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA PRESENZA E LA NOSTRA VOGLIA DI AVERE UNA CITTA' INDUSTRIALE MA ANCHE A MISURA D'UOMO.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 21/11/2009@16.14.25 da Luca:
Se una grande industria ha il dovere di rendere pubblico il proprio lavoro con dati annuali sulla produzione ,dall'altra ha il compito di avere rapporti con la stampa e la comunita' che la ospita sul suo territorio. Lo scenario dell'incontro dei quadri dirigenziali dello stabilimento industriale tarantino e giornalisti e politici,ha azzerato l'ultimo mio presupposto:rapporto stampa/Ilva. L'atteggiamento del patron Riva e di alcuni suoi "guardiaspalle",ha dalla sua avvalorato questa mia impressione che avevo da tempo e che,dopo l'episodio ai danni del giornalista di BLUSTAR TV,confermerebbe un clima non proprio idilliaco. Il muso duro e l'azione intimidatoria strappando il microfono al giornalista dalle mani,mette in risalto come siano scomode certe domande da fare al Sig. Riva ,e come esso sia "protetto " da un certo clima di omerta' ispirato da alcune persone vicino a lui. Una scena da film direi,dove il "boss" scocciato dal provocatore invadente viene difeso dai suoi uomini e,anzi,passa anche per uno che non conosce affatto i termini"diossina,inquinamento e morte per tumore". L'altro giorno eravamo un po' tutti quanti quel giornalista,che con domande se pur ovvie,voleva semplicemente carpire l'umore dello staff dell'Ilva,e forse,sperare in un dialogo pacifico senza arrivare a spintoni e minacce a gesti. Oggi come oggi,grazie a internet,i dati si sanno e la verita' drammatica dell'inquinamento a Taranto e' sotto gli occhi di tutti. Basta a fare i finti tonti dinanzi alle telecamere,la gente vigila e conosce cifre e colpevoli di tutto questo. Comunicabilita' e rapporti con la stampa,cittadini e opinione pubblica e' un dovere che va rispettato. Ma Riva lo sa?
Categoria: Sport
Postato il 17/11/2009@14.10.30 da Luca:
Il Taranto calcio non piace al suo padrone,D'addario, quindi viene giustamente bacchettata e messa in castigo. Si tirano le orecchie e si spera di vedere una squadra degna di rappresentare una tifoseria storica e passionale. Ok,fin qui tutto bene. Ma non mi sta piacendo l'approccio che sta avendo il presidente verso tutti quanti. Troppa spavalderia e troppa certezza rendono poco credibili i programmi di una persona,a meno che ci siano certezze e risultati sicuri da qui a fine campionato. Ma visto che cose certe a questo mondo non esistono,il presidente D'addario dovrebbe essere piu' umile in certi atteggiamenti ricordandosi che questi grandi tifosi meritano sogni si ma cautela molta,visto il passato che non ci ha regalato grandi cose(eccetto una presenza in serie B). D'addario mi ricorda un po',il giovane Berlusconi che con soldi e ottimismo si getto' nella politica,e ci salvo' dal lupo comunista alle porte. Ma il calcio non e' la politica dove si danno colpe per fallimenti a coalizioni e avversita' dell'ultimo momento. Il calcio e' programmazione(a volte per diversi anni) e realta' di cio' che avviene sul campo di gioco,di momenti bui e raggi di sole. Andare in tv e dire che qui comando io e basta,sentendosi l'imperatore di un qualcosa che appartiene a tutti ,non e' una cosa di buon senso.Anche se poi il padrone e' lui,ma usare toni moderati aiuta a far crescere la speranza nella tifoseria e non illusioni che si tramutano in rabbia e disamore verso la maglia rossoblu. D'addario mi ricorda Berlusconi,con voglia di fare e progetti grandiosi. Berlusconi gia'...ma lui e' D'addario.Con tutto il rispetto.
Categoria: Ambiente
Postato il 14/11/2009@13.29.48 da Luca:
Il Consiglio Comunale di Taranto non fara' fare il referendum sulla chiusura dell'Ilva in concomitanza di altri eventi elettorali per non influenzare la campagna politica su queste tematiche cosi' importanti. Gravissimo errore in quanto proprio queste tematiche devono essere al centro del dibattito politico e ogni politico stesso deve dire la sua su questo argomento. L'ambiente e l'Ilva oramai sono questioni che qualsiasi cittadino di Taranto conosce bene e non influirebbero neanche' un poco sulla scelta di un candidato da votare dentro la cabina. Questo perche' sarebbe riduttivo vedere solo il politico "favorito"come conoscitore solo dell'annoso problema inquinamento,andando a renderlo ignorante su altre tematiche del territorio nostrano.Oppure si ha paura di vedere un risultato,positivo o negativo che possa essere,riflettere un certo orientamento,anche politico se volete,da parte di alcuni partiti di sinistra a confronto di altri che vedono l'Ilva come fonte di lavoro e non come possibile sito da chiudere? Ma chi ha veramente paura di un referendum che secondo il mio parere e' solo un parere orientativo su una certa idea che la popolazione tarantina ha dell'Ilva stessa? Ma chi vuole veramente la chiusura di una fonte di lavoro quando il lavoro manca? Ripeto no alla chiusura ,si alla ricerca e alla salvaguardia di nuove tecnologie atte ha difendere il territorio jonico e la salute delle persone. Sviluppo di nuove opere industriali magari,penso al porto,e incremento sul nostro territorio di settori diversi da quelli dell'industria pesante. Parole? Forse si,ma se non vi e' nulla di tutto questo all'orizzonte,teniamoci l'Ilva ma che sia meno inquinante e piu' rispettosa di noi tutti.
Categoria: Ambiente
Postato il 08/11/2009@7.54.17 da Luca:
TANTO TUONO' CHE PIOVVE. ALLA FINE IL REFERENDUM SULLA CHIUSURA DELL'ILVA PROPOSTO DALL'ASSOCIAZIONE "TARANTO FUTURA" DOVREBBE FARSI E LE PROTESTE DEI LAVORATORI SONO GIUNTE AGLI ORGANI DI STAMPA REGOLARMENTE. BISOGNA DIRE CHE LA SALVAGUARDIA DEI POSTI DI LAVORO ANDREBBE TUTELATA,MA IN UNA CITTA' COME TARANTO DOVE IL LAVORO E' UN'UTOPIA E L'ALTERNATIVA NON C'E',PARLARE DI CHIUSURA DELLO STABILIMENTO PARE MOLTO AZZARDATA COME QUESTIONE. A DIRE IL VERO IL REFERENDUM PONE ALCUNE BASI ALL'ANNOSO PROBLEMA DI TARANTO,QUELLO DELL'ALTERNATIVA AL MOSTRO DELL'ACCIAIO. GIA' DAL PRIMO QUESITO " I REFERENDUM: QUESITO Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute, nonché la salute dei lavoratori contro l’inquinamento, proporre la chiusura dell’Ilva, con l’impegno del Governo di tutelare l’occupazione, impiegando le maestranze per lo smantellamento e bonifica dell’area in cui sono attualmente situati gli impianti industriali, e di destinare l’area stessa per altre attività economiche non inquinanti ovvero per permettere lo sviluppo del Porto e dell’Arsenale (da riconvertire in industria naval‑meccanica) e dare alla città di Taranto nuove e concrete opportunità dì lavoro nel settore del turismo?" MI PARE DIFFICILE PENSARE CHE UN GOVERNO,CON LA FINANZIARIA CHE TRABALLA E LE RISORSE ECONOMICHE SCARSE POSSA DARE FINANZIAMENTI E CREARE UN'INDUSTRIA PER COSTRUIRE NAVI(UN ARSENALE NUOVO) E FORMARE MAESTRANZE ADATTE A FAR TUTTO QUESTO. SECONDO QUESITO: "II REFERENDUM: QUESITO Volete Voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la Vs. salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali, con l’impegno del Governo di far impiegare i lavoratori dell’area a caldo in altre attività?" GIA' LO VORREMMO,MA QUALE ATTIVITA' DOVREBBE DARCI IL GOVERNO QUANDO ESSO PER ANNI NON HA AIUTATO QUESTO TERRITORIO PER VALORIZZARE ALTRI SETTORI QUALI TURISMO E PESCA PER ESEMPIO? ADESSO SI MUOVEREBBE GRAZIE AD UN REFERENDUM?NON CREDO. TERZO QUESITO: "III REFERENDUM: QUESITO Volete voi cittadini che il Comune di Taranto chieda all’llva S.p.A. il risarcimento dei danni, in seguito alla condanna definitiva da parte della Corte di Cassazione dei responsabili del citato impianto siderurgico per inquinamento ambientale, tenendo presente che gli interessi diffusi, come quelli dell’ambiente e della salute, non possono essere oggetto di accordo da parte dell’Ente locale, così come sancito dalla Corte di Cassazione e dalla magistratura amministrativa ?" SI VORREMMO ANCHE CHE POI TUTTE LE FAMIGLIE CON I LORO CARI DEFUNTI PER MALATTIE PROFESSIONALI VENISSERO RISARCITE DAL LORO DANNO AFFETTIVO AVUTO,QUINDI IL COMUNE DOVREBBE FARE DA "CASSA " RILASCIANDO SOLDI DI RIMBORSO A QUESTE FAMIGLIE? E GLI ENTI PREDISPOSTI A QUESTO CHE FINE FAREBBERO? E OLTRE QUESTI POVERETTI DOVREMMO AVERE NOI TUTTI DAL SIGNOR RIVA UNA "PAGHETTA" DI RICONPENSA PER I DANNI ARRECATI? E CHI HA PERSO I FIGLI O I GENITORI NON DOVREBBE VEDERSI RISARCITO UN DANNO ANCHE ECONOMICO MAGGIORE? QUARTO PUNTO: "IV REFERENDUM: QUESITO Volete voi cittadini che il Sindaco, ai sensi dell’art. 50 del decreto legislativo 267/2000 (Testo Unico degli Enti Locali), per motivi sanitari, di igiene pubblica e per la tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, obblighi l’Ilva S.p.A. e le altre industrie di Taranto a bonificare il territorio e il mare inquinato a loro spese, sulla base del principio “chi inquina paga”, così come sancito dall’art. 174 comma 2 del Trattato dell’Unione Europea e dall’art. 3 ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152?" LO VOGLIAMO CERTO,MA LO VOGLIAMO ANCHE PERCHE' I DATI E LE IMMAGINI DI VARIE ASSOCIAZIONI DIMOSTRANO COME L'ILVA SIA RESPONSABILE DI SCARICHI INQUINANTI IN MARE E DI AVER DANNEGGIATO QUEI POCHI SPAZI VERDI A RIDOSSO DI ESSA. QUINTO E ULTIMO PUNTO: "V REFERENDUM: QUESITO Volete voi cittadini che il Consiglio Comunale di Taranto si adegui al risultato positivo derivante dal referendum consultivo in materia di ambiente, sulla chiusura totale o parziale dell’Ilva (della sola area a caldo), con la tutela dell’occupazione, così come prospettato dai quesiti referendari del Comitato Promotore “Taranto Futura”, nel pieno rispetto del principio della sovranità popolare, così come previsto dall’art. 1 della Costituzione?" COME A DIRE CHE SE PASSASSE QUESTO REFERENDUM NESSUNO DOVREBBE OPPORSI,NEMMENO IL COMUNE DI TARANTO. CREDO CHE LA LETTERA MINATORIA DEI LAVORATORI DELL'ILVA METTA IN RISALTO COME LA QUESTIONE SIA DIFFICILE DA ATTUARSI,NONOSTANTE IL REFERENDUM DOVESSE PASSARE,QUINDI PREVEDO UN DIFFICILE PASSAGGIO DI ESSO ANCHE PERCHE' RICOLLOCARE I LAVORATORI IN ALTRE STRUTTURE LAVORATIVE AL MOMENTO PARE UNA GROSSA BALLA DEL SECOLO. MANDARE RIVA VIA NON E' SEMPLICE COME SEMBRA,ANCHE PERCHE' SE LUI DIMOSTRASSE ALLA COMUNITA' INTERA DELL'ABBASSAMENTO DEI VALORI DI EMISSIONE INQUINANTE NELLA'ARIA E DELL'INTENZIONI DI BONIFICARE E MIGLIORARE LE PROPRIE STRUTTURE PER MATTERSI IN REGOLA ,POTREBBE ANCHE APPELLARSI A VARI ORGANI DI DIRITTO EUROPEO E NON PER VEDERSI TUTELARE LA SUA ATTIVITA' PRODUTTIVA. ALLORA UN REFERENDUM GIUSTO PER SONDARE IL POLSO ALLA CITTADINANZA DIREI,MA DI DIFFICILE ATTUAZIONE PER MOTIVI ANNOSI CHE CI PORTIAMO DIETRO E PER SVILUPPI MANCANTI SUL NOSTRO TERRITORIO AD ALTERNATIVE ALL'ILVA STESSA.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 02/11/2009@16.10.46 da Luca:
Quando ci videro arrivare dentro di loro scoppio' un misto di rabbia e delusione. Quando ci accolsero con aria indifferente e sguardi di traverso,pensarono che l'ennesimo capitolo si stava rileggendo.Erano gli operai della Miroglio di Alba,cittadina piemontese dove la nutella e' di casa cosi' come i tartufi e il vino rosso. Quando l'affiancamento comincio',tutto era pronto in grande stile e le aule della teoria poste nello stabilimento piemontese erano,agli occhi di noi ragazzi del sud,una splendida speranza e una occasione per progettare il futuro. L'imbozzimatore Prost,chiamato da me cosi' per la somiglianza al grande pilota di formula uno,Alain Prost appunto,mi disse non gridando troppo:vedrai che tra un paio di anni Miroglio fara' quello che ha sempre fatto:chiude al Sud da voi e apre in Romania. Pensai che fossero frasi dette cosi' per una forma di difesa verso quei "terroni" che ci rubano il lavoro e gli anni di sacrificio. Intanto le lezioni teoriche e la pratica procedevano e si arrivo' al giorno dei saluti e dei ringraziamenti agli amici di Alba e si riparti' per il SUD che era pronto a produrre stoffe a volonta'. I dirigenti,ben pagati dalla Regione grazie ai sovvenzionamenti avuti e da quelle leggi "ingannevoli" di aiuto a progetti che dovrebbero durare nel tempo,si pompavano sempre piu' dicendo che alla fine qui da noi era bello,quando invece sotto sotto,ci ritenevano dei bulletti da quartiere e gente con poca educazione. I macchinari arrivarono e con loro le promesse di essere produttivi e di poter alla fine essere orgogliosi di far parte della famiglia Miroglio. A distanza di anni questi ricordi mi restano in mente e oltre a quelli la consolazione di aver potuto cambiare lavoro e non ritrovarmi a discutere a 40 anni di come vivere e governare una famiglia con tutte le difficolta' economiche che ci sono oggi. Mi risuona ancora la voce del professore,ricordate ALAIN PROST,il quale ridendo ridendo gia' immaginava tutto quello che stiamo vedendo oggi sui giornali e tutto quello che avverra' in futuro per i poveri disgraziati senza lavoro e senza attrezzi piu' in mano. Un'altra storia disgraziata del povero SUD,sfruttato dal ricco NORD,furbo ad avere agevolazioni economiche per poi prendere il volo per altri nidi. Evviva la cooperazione tra NORD E SUD,cosi' come "non vuole la LEGA". Ma quella e' un'altra storia.
Categoria: Ambiente
Postato il 01/11/2009@8.58.28 da Luca:
ALLA FINE AVREMO I DATI RELATIVI ALLE EMISSIONI IN ARIA DELL'ENI SU UNA PAGINA WEB,AGGIORNATA OGNI GIORNO. UN GRANDE RISULTATO CHE SAREBBE STUPENDO SE ANCHE L'ILVA ENTRASSE A FARNE PARTE COME AZIENDA CHE INFORMA TUTTI QUANTI. MA SI SA CHE QUANDO SI RAGIONA IN TERMINI DI CONFRONTO CON ALCUNE AZIENDE LOCALI,E' GUERRA LUNGA E ALLA FINE VINCE CHI HA PIU' PAZIENZA. QUELLA PAZIENZA CHE HA AVUTO ALTA MAREA,ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA CHE COME IN UNO SCOOP DEGNO DI UNO 007 TELEVISIVO,TIPO SANTORO DI ANNOZERO,RIVELO' A TUTTI L'INGANNO CHE ENI AVEVA COMMISSIONATO IN UNA MAIL FALSA INDIRIZZATA AL MINISTERO DELL'AMBIENTE CHIEDENDO IL CONTROLLO SEMESTRALE DELLE PROPRIE EMISSIONI DANDO PER SCONTATO ANCHE L'OK DELL'ARPA DI TARANTO,COSA MAI AVVENUTA. ADESSO SAPREMO I VALORI INQUINANTI DELLA RAFFINERIA CHE CI RIVERSANO QUOTIDIANAMENTE E GRAZIE A INTERNET COSI' COME AVVIENE GIA' SUL SITO DELL'ARPA DI TARANTO,QUALSIASI PERSONA SI RENDERA' CONTO DI CIO' CHE ACCADE NELL'AREA DEI VELENI A RIDOSSO DELLA SS106 DOVE PER TRANSITARE CI VUOLE IL MASCHERINO E LA BOMBOLA D'OSSIGENO. SAREBBE BELLO AVERE ANCHE UNA WEB CAM PUNTATA SUI FAMOSI CAMINI DELL'ILVA(PECCATO CHE ABITO LONTANO DA ESSA ALTRIMENTI L'AVREI PIAZZATA IO ONLINE)PER VEDERE AL TRAMONTO QUEI COLORI "STUPENDI" CHE SI FORMANO NELL'ARIA TARANTINA RENDENDO PITTORESCO IL TRAMONTO E SUGGESTIVO LO SCENARIO CHE ABBIAMO DAL LUNGOMARE TARANTINO. IL GRANDE FRATELLO TARANTINO E' INIZIATO,SOLO CHE QUI INVECE DI BELLE DONNE SPAONAZZANO CAMINI E FUMI.