Buongiorno Taranto !   Buongiorno Taranto: il Blog di Luca
 
 
Buongiorno Taranto !  
BUONGIORNO TARANTO !


TEMPERATURA
RICORRE OGGI:
9 settembre 1943: sbarcano a Taranto, nell'ambito della seconda guerra mondiale e con un’azione a sorpresa, i reparti inglesi dell’ottava armata.
9 settembre 1947: Dalla fusione tra Arsenale e Taranto nasce la squadra di calcio dell'Arsenaltaranto. 
IL SANTO DI OGGI:
S. PIETRO CLAVER 
PROVERBIO TARANTINO
Il proverbio del giorno :Ddo vote se sposte l'ome: quànne fatìa a ccunde sue e quànne mange a spese de l'òtre. (In due casi si muove l'uomo. Quando lavora per proprio conto e quando mangia a spese altrui) 

LA PETTOLA DEI RICORDI

Categoria: Tradizioni
Postato il 24/11/2006@23.47.25 da Luca: 

pettole

Ci accingiamo a gustare pettole e dolciumi vari con i nostri cari.
Ma andando a fare una ricerca personale nelle mie conoscenze,i giovani tarantini(ma non solo quelli aggiungo)sono freddini alle tradizioni locali tranne per le famose notti della settimana santa.
Il giovane che ascolta i racconti dei nonni dinanzi a un piatto di pettole,o che tramanda queste tradizioni ai suoi figli purtroppo e' una minoranza,colpa forse della civilta' in cui viviamo. La moda del momento dettata da regole di mercato(vedi telenovele,reality, ecc..)ammazza la vecchia tradizione ritenuta passata e antiquata.
A Taranto,vari personaggi del passato(per esempio il pittore Giudetti)cercano nel loro piccolo di non far perdere queste tradizioni antiche e belle. Ma si sa che i nostri giovani sono figli del tempo e una pettolata e'piu' facile farla a una mega festa in discoteca che nelle case proprie.
Eppure questa mattina la banda musicale incrociata da me per le vie del borgo mi ha creato piacere e ricordi dell'infanzia quando mi svegliavano le dolci note musicali dal sonno . Girandomi ho visto gente che scappava di fretta e furia per compiere le azioni quotidiane non soffermandosi almeno per un minuto a gustare questo piacevole incontro per le vie cittadine. E allora che cosa succede alle nostre tradizioni?
Incentivare la tradizione locale con manifestazioni e convegni puo' essere un passo da compiere per non far morire queste belle cose,ma la vera opera da fare e' dentro noi stessi inculcando ai nostri figli gesti e ricordi di questi giorni particolari .
La notte di santa Cecilia e' un appuntamento per i tarantini sentito certamente, ma ancche questo a rischio estinsione. La pettola calda offerta a tutti in questo giorno e' un gesto del passato che deve continuare per accendere nell'animo di tutti noi antichi ricordi e piacevoli sensazioni,proprio quelle che hanno provato i nostri nonni quando erano bambini .
Pero' forse allora era tutto piu' semplice ,almeno la televisione non esisteva e le varie mode del momento non distraevano i giovani.
Allora...buone pettole a tutti.
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TUTTI UGUALI QUESTO NATALE

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 21/11/2006@18.16.51 da Luca: 

Natale

Il Natale tarantino e' fatto di tradizioni profonde e ricche che si tramandano di generazione in generazione. Non si parla solo dell'attesa dei pranzi ricchi di calorie e di succolenti leccornie,ma di quell'attesa che e' sinonimo di fede e speranza.
E di speranza(ma anche di fatti concreti) il popolo tarantino oggi ha voglia.
Attendere il santo evento specie per i piu' piccoli e' gioioso in qualunque situazione,ma per i piu' grandi alle prese con la crisi della citta' per i noti eventi disastrosi e' sinonimo di sacrifici e affanni per celebrarlo comunque degnamente.
E' una situazione che coinvolgera' diverse famiglie,prive di stipendi pronti per essere spesi in regali e altro. Proprio in queste situazioni dovrebbero uscire fuori manifestazioni di solidarieta' comuni,coinvolgendo istituzioni religiose e non per far passare un Natale "normale" ad alcune di queste famiglie piu' sofferenti delle altre. Ma e' qui che viene il bello: la differenza tra famiglie meno agiate e quelle cosiddette "normali", non esiste piu' poiche' questo scandalo ha coinvolto tutto e tutti mettendo in mezzo alla piazza problemi di non facile risoluzione. Si parla di dipendenti comunali,operai del cimitero,quindi persone che lavoravano con continuita' in uffici e posti di servizio sicuri e non di lavoratori precari pagati alla giornata.
Un Natale difficile per la citta' ,che si piega su se stessa e cerca di ripartire come sempre. La solidarieta' a parole forse non basta piu',i fatti ci vogliono a cambiare queste situazioni drammatiche.
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IL QUARTIERE DEI FUMI

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 16/11/2006@21.44.25 da Luca: 

ILVA

I quartieri e le periferie di una citta' sono caratteristici per alcuni versi e per altri racchiudono scelte sociali fatte magari in concomitanza di grandi insediamenti industriali.
Il quartiere Tamburi, a ridosso dell'ilva ,fu edificato per creare una cittadina piccola per i lavoratori del siderurgico,andando quasi a costruirlo nel suo interno tanto e' breve la distanza che lo separa dal colosso dell'acciaio.
Ma si sa che solo il tempo come sempre esprime giudizi positivi o negativi su un'opera compiuta,facendola vedere con un occhio piu' critico a distanza dell'entusiasmo del momento.
Quando fu edificato il quartiere,non si penso' ai danni causati dal fumo delle ciminiere sui polmoni dei cittadini,ai panni stesi nei balconi bagnati ad asciugare e dei minerali che la mattina dopo ci si metteva addosso. Il tempo,e la tecnologia ,ma specie le patologie con cui i cittadini si ritrovarono a farne i conti dopo,ci hanno fatto capire che forse fu un errore creare questa isola nell'acciaio,questa oasi di edifici tutti uguali tra loro per i lavoratori che avevano diritto a una casa comunque sia.
Forse aggiungo io,fu un pegno che bisognava pagare all'epoca della corsa al posto sicuro ,ma oggi bisognerebbe intervenire e subito andando a pianificare opere di bonifica del territorio.
Certo spostare una intera popolazione sarebbe impossibile,poiche' quella gente ha ormai radici profonde sul territorio,e sarebbe ingiusto cancellarle per colpa del "mostro d'acciaio".
Ma il problema esiste e bisogna almeno correre ai ripari andando a "trattare " con i responsabili dello stabilimento sulle famose emissioni di fumi e sui minerali sparsi ai quattro venti.
E' pure vero,bisogna dire, che la direzione dell'ilva ha steso un programma di rivalutazione delle migliorie da apportare all'ambiente ,al profilo ecologico e quindi alla salute dei cittadini dei tamburi.
Certo i problemi quando soffia il vento di tramontana si sentono anche in citta'.
E' questo ci fa capire a noi tutti come siano pericolose quelle non salutari inalazioni di fumi e gas prodotti dall'ilva .
I tamburi quindi un quartiere da difendere per la sua storia ,ma da preservare ancora maggiormente proprio perche' vicino allo stabilimento.
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COME L´ANTICA GRECIA

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 13/11/2006@20.37.00 da Luca: 

nave

Sere fa sentivo persone parlare di paura di attacchi terroristici,paura di andare anche in un cinema ,paura insomma di vivere in questa citta'.
Tutto nasceva ,guarda un po',dalle solite notizie rilanciate dai telegiornali di presunti movimenti di cellule terroristiche pronte a attaccare in europa citta' e monumenti.
E Taranto che c'azzecca direbbe DI Pietro con questo timore ormai nazionale,anzi mondiale? Andando a vedere le varie zone militari in questa citta',le presenze nato ecc...ecc...,si potrebbe dire che potremmo essere sotto tiro,che potremmo essere dei bersagli nelle mani del terrorismo internazionale. Ma la cosa sbagliata e' pensare di esserlo sempre ,di essere sempre sotto tiro al punto di non vivere la vita normalmente.
Riflettendoci un poco,l'esempio americano di alzarsi e riprendere la vita normalmente dopo i fatti dell'11 settembre,puo' essere di insegnamento per tutti,anche per noi tarantini. Chiuderci in casa solo perche' la tv ha detto che il nemico e' li fuori,uccide la nostra liberta',la voglia di andare per le vie di una bella Taranto o nei luoghi pubblici.
Citta' militare certo e' Taranto,ma non condannata a vivere in perenne allarme .
Ma forse la vera paura e' la voglia di vivere liberamente,al di fuori di terrorismo o ladri dietro l'angolo. Credo che una citta',iniziative comunali permettendo,debba creare luoghi e manifestazioni di aggregazione,scambi di idee e di incontro su varie tematiche.
La citta' deve far vivere il proprio cittadino,regalandogli luoghi e spazi come avveniva nell'antica Grecia. Le paure a volte nascono nel non conoscere il prossimo,nel non dialogare anche con l'estraneo. Quindi viviamo questa Taranto ,come facevano i nostri predecessori magari giu' alla marina o nei vicoletti di Taranto vecchia.
Ma allora la tv non esisteva.....
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LA LUNGA NOTTE DI TARANTO

Categoria: Avvenimenti
Postato il 10/11/2006@18.07.32 da Luca: 

nave

L'undici Novembre 1940, la flotta inglese con a capo la portaerei Illustrious si avviava verso Taranto per sferrare un attacco che purtroppo per noi tarantini risultera' drammatico e perdente.
In rada nel Mar Grande vi erano le navi Littorio e Vittorio Veneto, scortate per cosi' dire da parasiluri e contraerea terrestre.
Gli attacchi degli aerei inglesi provocheranno diversi danni alla Littorio che si abbatte' su di un lato,mentre altre navi come la Cavour e il Duilio pagarono caramente l'attacco affondando.
Una notte di paura,figlia di una strategia militare sbagliata da parte di Mussolini diranno gli storici del tempo.
Taranto si ritrovo' alle prime luci dell'alba con navi distrutte e uomini morti. Sul lungomare la gente vedeva,e anche mio padre me lo ricorda,il mare coperto di gasolio fuoriuscito dalle navi tristemente colpite.
I morti furono 23 sulla Littorio,16 sulla Cavour ,1 sulla Duilio.
Ma la ferita rimane ancora indelebile nel cuore dei tarantini,che ancora oggi ricordano con tristezza e paura quella notte lunga di Taranto.
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DUE STORIE TARANTINE

Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 09/11/2006@15.12.44 da Luca: 

valentino

La storia di Taranto verte su due scelte .
Da una parte la marina militare,dall'altra l'industria.
Andando a leggere i vari testi che riguardano la storia tarantina ,mi sono accorto che la scelta industriale imposta alla fine degli anni cinquanta ando' a cambiare i costumi sociali e di abitudine delle genti ioniche.
Il colosso dell'acciaio attiro' gran parte di quei giovani che cercavano lavoro,andando a creare un benessere che solo la marina e l'arsenale aveva dato nel tempo. Se la figura predominante per alcuni versi era quella del marinaio semplice e non in questa citta',figura ricercata dalle mamme per accasare le proprie figlie,quella dell'operaio balzo' all'improvviso e entro' nel costume di taranto e dei tarantini. Si venne a creare quindi un doppio binario.industria -marina che caratterizzo' e caratterizza taranto anche adesso.
Passando per le vie di taranto vecchia,guardando il castello aragonese e le strutture militari,mi sembra che il legame tra taranto e la marina invece sia come quello tra due fidanzati,altalenante e passionale,duro e crudele.
Ma dall'altra parte non se ne puo' fare a meno,poiche' la marina stessa e' Taranto con la sua storia di navi ferme in rada del mar piccolo,delle loro uscite dal canale navigabile per nuove missioni e del loro ritorno dopo mesi tra le lacrime delle fidanzate e dei parenti.
Allora? Esiste spazio ancora per la marina in una citta' consumata dai fumi prorompenti dell'ilva e delle varie fabbriche? Credo di si,anche perche'sono due realta' che sono fatte di uomini e sudore,certo con dazi da pagare per noi tutti,ma che sono ormai come le tradizioni locali ,scolpite nel cuore di tutti.
Invece l'inquinamento,i gas ,le malattie sono fattori di rischio ,forse si sarebbe dovuto ancor prima di mettere la prima pietra scegliere luoghi e distanze di sicurezza per questi impianti ,ma ormai non credo si possa cancellare taranto e l'ilva. Certo migliorarla e renderla piu' ecologica,piu' umana e uguale a noi tarantini,gente di sorrisi e speranze sarebbe una priorita' assoluta.
Marina militare e industria,due amori e dolori della nostra gente . Da sempre.
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