RICORRE OGGI: 9 settembre 1943: sbarcano a Taranto, nell'ambito della seconda guerra mondiale e con un’azione a sorpresa, i reparti inglesi dell’ottava armata. 9 settembre 1947: Dalla fusione tra Arsenale e Taranto nasce la squadra di calcio dell'Arsenaltaranto. IL SANTO DI OGGI: S. PIETRO CLAVER PROVERBIO TARANTINO Il proverbio del giorno :Ddo vote se sposte l'ome: quànne fatìa a ccunde sue e quànne mange a spese de l'òtre. (In due casi si muove l'uomo. Quando lavora per proprio conto e quando mangia a spese altrui)
LA CHIESA E LA SUA PASSIONE .
Categoria: Tradizioni
Postato il 01/04/2010@16.07.49 da Luca:
Ci siamo.La passione a Taranto arriva come ogni anno con le due processioni del giovedi Santo e del venerdi'andando a riscaldare i cuori dei tarantini e risvegliando emozioni. Voglio vederla diversamente quest'anno la passione a Taranto.Voglio vederla con l'occhio di chi sa che la chiesa e' in difficolta' e di come ,il suo piu' grande esponente il Papa,sia al centro di una polemica sui casi di pedofilia consumati in varie parrochhie del mondo. Certo l'emozione delle marce funebri e gli occhi che ti guardano sotto il cappuccio bianco si faranno sentire,ma voglio vedere come oggi,i nostri ragazzi spensierati e imbottiti di internet(e altro purtroppo)sappiano soffermarsi un attimo a questo "dolore della settimana santa tarantina",unica nel suo genere e unica come sempre ogni anno nonostante essa riproponga le stesse tematiche legate a luoghi e riti che si ripetono sempre uguali. Un anno difficile per la chiesa,anche per quella nostrana dove con un processo che si sta svolgendo ancora vengono messi in discussione alcuni episodi legati alla nostra curia. I riti che inizieranno oggi sono i riti di chi cerca ancora un qualcosa di sacro e religioso in questo mondo che gira attorno alle aste dei simboli e agli intrighi dietro le quinte. Andarlo a scovarlo oggi sarebbe una vittoria visto che sembra in ribasso l'attenzione dei giovani alla chiesa e alle sue litanie,alle sue prediche contro i mostri che violentano i bambini quando loro,anche loro,sono gli orchi dietro il sagrato(non tutti per fortuna). Voglio sentire l'aria intorno ai riti,quell'aria che a volte mi veniva d'incanto quando ero bambino e che mi faceva fermare a riflettere su quell'uomo che mori' per noi. Oggi quell'uomo spesso e' raffigurato sarcasticamente dal re Silvio,onnipresente e unico. Lui che si permette di far giurare i suoi discepoli e,come una preghiera,gli spinge a seguire il suo "verbo" giusto e unico. Bentornati Riti della Settimana Santa Tarantina. Unici,ma non troppo.
Categoria: Tradizioni
Postato il 20/01/2010@18.18.17 da Luca:
Ecco un'altra poesia dell'amico Giuseppe. A voi giudicare:
PAESE TRISTE
Terra avara di pietre e di sale di viti e di serpi nelle tue case dietro gli scuri solo statue di paglia solo volti di calce. Latrati di cani ancestrali timori tra ossa di morti vestiti a festa. A san Rocco si balla signore e signori muovete le teste alzate le mani ma non fissate gli sguardi solo buchi di vermi solo buchi senz’occhi.
Categoria: Tradizioni
Postato il 14/01/2010@14.12.55 da Luca:
Ricevo con piacere l'invito a pubblicare una poesia in vernacolo tarantino. L'autore,Giuseppe,ci riporta indietro nel tempo con questa simpatica vecchietta che oggi,con i tempi attuali,ci regala carica e ottimismo. Leggete e fatemi sapere se vi e' piaciuta.
'A VECCHIAREDDE
Ce vue' cu vide 'na scene ca je' accume 'na cummedie aviene cu me suse a 'na 'nghianate de 'nu palazze antiche totte sgarrupate. Indre a 'na case ca je' 'nu pertuse ste' 'na vecchiaredde scuresciute cu 'na camisette rosse e scollacciate ca s'allisce le capidde ogne mumende e so' luenghe chiu' de quande pue' penza'. No' le tagghia da tand'anne da quanne l'amore sue 'nu surdate l'ha lassate e no' s'ha chiu' viste. Da tanne ha pirse 'u sindemende e pure ce po' s'ha spusate ha rumaste sembe scunzulate e mo' ca 'u marite ste' a 'u cambesande ogne sere quanne face scure 'u penziere ve' a 'u prime 'nnamurate e ce te vue' dverte' 'nu picche baste ca dice: - signorì, addo' ste' 'u surdate?- e quedde accumenze a jastema' accume 'na vastase e po' ca s'ha spucate dice citte citte: - t'agghie perdunate amore mie no' te 'ngareca', duerme buene ca tande tra picche avegne pure je e mo' ca vide accume m'agghie accunzate te fazze arrete 'nnamura'-.
Categoria: Tradizioni
Postato il 09/04/2009@14.22.24 da Luca:
ECCOLA PUNTUALE COME OGNI ANNO LA SETTIMANA SANTA TARANTINA CON LE PROCESSIONI E I FEDELI CHE ACCOMPAGNERANNO LO SCADERE DELLE ORE FINO ALLA PASQUA DI RESURREZIONE. ECCOLA QUI LA MARCIA FUNEBRE E U' PERDUNE CHE NAZZICA PER LE VIE DELLA CITTA' ANDANDO A FAR VISITA AI SEPOLCRI E POI A PREPARARSI PER LA PROCESSIONE DEL VENERDI' SANTO.MA PRIMA VI SARA' QUELLA DELLA MEZZANOTTE DI GIOVEDI',CON L'USCITA DELLA MADONNA E I CONFRATELLI A NAZZICARE PER LE STRADINE DELLA CITTA' VECCHIA CON LE CARATTERISTICHE MUSICHE E L'ATTESA DI UN'ALBA CHE SEMBRA NON ARRIVARE MAI. POI NOI COMUNI MORTALI CHE CON FEDE E DEVOZIONE CI MUOVIAMO PER LA CITTA' A VEDERE TUTTE QUESTE MANIFESTAZIONI RELIGIOSE E A CERCARE UN VOLTO DI UN CONFRATELLO CHE SE PUR NASCOSTO,CELA LACRIME E DOLORE. MA QUESTA SETTIMANA SANTA E' STATA FUNESTATA DALLE NOTIZIE DEL TERREMOTO IN ABRUZZO,CON I MORTI E LE CASE DISTRUTTE DALLA NATURA A VOLTE DURA E SPIETATA. VI SONO IN QUESTO PERIODO MILLE MANIFESTAZIONI DI AFFETTO VERSO I PIU' SFORTUNATI,CON INIZIATIVE DI RACCOLTE FONDI E COLLETTE GENERALI. SAREBBE BELLO SE IL RICAVATO DEI SIMBOLI DI QUEST'ANNO ANDASSE A QUESTI SFORTUNATI CITTADINI CHE COLPITI NEL LORO INTIMO HANNO PERSO TUTO E ASPETTANO SOLO AIUTI DAL GOVERNO E DA PRIVATI. APPUNTO I PRIVATI,LA COMUNITA' TARANTINA PUO' FARE MOLTO,MAGARI AIUTANDO CON QUESTI SOLDI RICAVATI DALLE ASTE IL RISANAMENTO DI UN'OPERA RELIGIOSA QUALE CHIESA O MONUMENTO. UNA VOLTA TANTO U' PERDUNE AIUTA UN FRATELLO SFORTUNATO CHE SENZA OMBRA DI DUBBIO SAPRA' RINGRAZIARE NEL TEMPO. SPERIAMO CHE QUESTA IDEA POSSA TRAMUTARSI IN REALTA',UNA VOLTA TANTO I SOLDI NON PER PRIMEGGIARE MA PER AIUTARE..VERAMENTE.
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Postato il 10/05/2007@22.08.54 da Luca:
SAN CATALDO CON LA SUA PROCESSIONE SERALE,HA RIDATO SPERANZA A NOI TARANTINI PER UN FUTURO MIGLIORE E PER I NOSTRI CONTI COMUNALI PROSCIUGATI DAI FURBETTI DEL PASSATO. MA STASERA VEDENDO BLONDA IN PRIMA FILA AL POSTO DI UN NORMALE SINDACO,LA REALTA' E' STATA MESSA IN SCENA PER L'ENNESIMA VOLTA,RICORDANDO A TUTTI NOI IL TRAGICO EPILOGO DEI MESI PASSATI E IL FANGO RIVERSATOCI ADDOSSO DA QUELLE PERSONE CHE IN TEORIA CI AVREBBERO DOVUTO DIFENDERE E GESTIRE. SAN CATALDO,HA MESSO IN SCENA L'ENNESIMA CAMMINATA NEI VICOLI DI UNA CITTA' VECCHIA,I FUOCHI PIROTECNICI E LE NOCCIOLINE IN BOCCA UN PO A TUTTI. MA FORSE IL TARANTINO,MI CI METTO ANCHE IO,E' ABITUATO A SCORDARE TUTTO E TUTTI I PECCATI DEL PASSATO E IN NOME DELLA FEDE MARCIA UNITO IN POMPAMAGNA INSIEME A CHI CI RAPPRESENTA PER CHIEDERE GRAZIA E FUTURO MIGLIORE. SE MANCA TUTTO IN QUESTA CITTA',SE ANDARE IN GIRO PER LE VIE E' SENZA OMBRA DI DUBBIO RISCHIOSO PER LE AUTO ,SE LA SPAZZATURA CI ARRIVA SOTTO IL NASO,SOLO UN SANTO CI PUO' SALVARE E VEDENDO LA GRANDE FOLLA DEL 10 MAGGIO PER LE VIE DELLA CITTA',I RICHIEDENTI DI GRAZIE ERANO NUMEROSISSIMI. EVVIVA SAN CATALDO....
Categoria: Tradizioni
Postato il 04/12/2006@20.06.25 da Luca:
Taranto si dice ,e' citta' a vocazione marinaresca.
Forse il tempo ha cambiato questo aspetto caratteristico di questa citta' circondata dal mare e dai marinai.
Si perche' questi personaggi ,sia che essi siano di genere militare che di quello diciamo peschereccio,sono ancora presenti e rappresentano l'emblema di questa comunita'.
Pero' l'aspetto che piu' negli anni ha cambiato notevolmente questo connubio tra citta' e mare,e' stato l'avanzamento dell'industria dell'acciaio che ha radicalmente messo a freno le vocazioni dei giovani verso quella figura tipica e amata del pescatore locale.
Le vecchie foto giu' alla discesa Vasto con i pescatori intenti a cucire le reti pronte per una nuova battuta di pesca,oggi sono rare.
Ma Taranto e' comunque sia mare.
Lo si vive con amore e rispetto,con ansia e passione.
Potrebbe essere un mezzo per sviluppare turismo e lavoro,ma solo parole sono uscite da progetti e idee dagli innumerevoli incontri e dibattiti su questo argomento.
Nulla e poi nulla ,solo il mare.
Molti diranno che se non ci fosse stata l'industria forse si sarebbe puntato tutto sul blu tarantino,ma cosi' non e' stato .
Si potrebbe convivere con tutti e due ,rendendoli fattori importanti per i giovani e con il lavoro mancante sarebbe una bella cosa.
E' vero che l'Ilva da lavoro e soldi,ma la natura ci ha regalato un mare splendido che dovremmo saper sfruttare meglio un po' come hanno fatto in citta' come Genova,La Spezia,Bari ecc...
Taranto,con i suoi vicoli della citta vecchia potrebbe avere mille pescherie e mille botteghe ,vendendo pesce a volonta' a migliaia di persone.
Ma il duro lavoro del pescatore che di notte esce in mare in cerca del suo "bottino" da vendere la mattina seguente e' sempre piu' scena rara da vedere.
Forse anche la concorrenza dei porti vicino a noi e la crisi del momento,allontana i piu' giovani a seguire le orme paterne.
Ma Taranto e' citta' di mare,di storia e speriamo di futuro legato a esso.
Mare nostrum dicevano i latini dalle nostre parti.
Categoria: Tradizioni
Postato il 24/11/2006@23.47.25 da Luca:
Ci accingiamo a gustare pettole e dolciumi vari con i nostri cari.
Ma andando a fare una ricerca personale nelle mie conoscenze,i giovani tarantini(ma non solo quelli aggiungo)sono freddini alle tradizioni locali tranne per le famose notti della settimana santa.
Il giovane che ascolta i racconti dei nonni dinanzi a un piatto di pettole,o che tramanda queste tradizioni ai suoi figli purtroppo e' una minoranza,colpa forse della civilta' in cui viviamo.
La moda del momento dettata da regole di mercato(vedi telenovele,reality, ecc..)ammazza la vecchia tradizione ritenuta passata e antiquata.
A Taranto,vari personaggi del passato(per esempio il pittore Giudetti)cercano nel loro piccolo di non far perdere queste tradizioni antiche e belle.
Ma si sa che i nostri giovani sono figli del tempo e una pettolata e'piu' facile farla a una mega festa in discoteca che nelle case proprie.
Eppure questa mattina la banda musicale incrociata da me per le vie del borgo mi ha creato piacere e ricordi dell'infanzia quando mi svegliavano le dolci note musicali dal sonno .
Girandomi ho visto gente che scappava di fretta e furia per compiere le azioni quotidiane non soffermandosi almeno per un minuto a gustare questo piacevole incontro per le vie cittadine.
E allora che cosa succede alle nostre tradizioni?
Incentivare la tradizione locale con manifestazioni e convegni puo' essere un passo da compiere per non far morire queste belle cose,ma la vera opera da fare e' dentro noi stessi inculcando ai nostri figli gesti e ricordi di questi giorni particolari .
La notte di santa Cecilia e' un appuntamento per i tarantini sentito certamente, ma ancche questo a rischio estinsione.
La pettola calda offerta a tutti in questo giorno e' un gesto del passato che deve continuare per accendere nell'animo di tutti noi antichi ricordi e piacevoli sensazioni,proprio quelle che hanno provato i nostri nonni quando erano bambini .
Pero' forse allora era tutto piu' semplice ,almeno la televisione non esisteva e le varie mode del momento non distraevano i giovani.
Allora...buone pettole a tutti.