Buongiorno Taranto !   Buongiorno Taranto: il Blog di Luca
 
 
Buongiorno Taranto !  
BUONGIORNO TARANTO !


TEMPERATURA
RICORRE OGGI:
9 settembre 1943: sbarcano a Taranto, nell'ambito della seconda guerra mondiale e con un’azione a sorpresa, i reparti inglesi dell’ottava armata.
9 settembre 1947: Dalla fusione tra Arsenale e Taranto nasce la squadra di calcio dell'Arsenaltaranto. 
IL SANTO DI OGGI:
S. PIETRO CLAVER 
PROVERBIO TARANTINO
Il proverbio del giorno :Ddo vote se sposte l'ome: quànne fatìa a ccunde sue e quànne mange a spese de l'òtre. (In due casi si muove l'uomo. Quando lavora per proprio conto e quando mangia a spese altrui) 

DATI ALLA MANO FINALMENTE.

Categoria: Ambiente
Postato il 06/06/2010@17.12.20 da Luca: 

Finalmente i dati ufficiali,quelli che il sindaco Stefano chiedeva come prova della verita', sono usciti dall'Arpa Puglia e messi in rete a confermare come la cokeria e il benzo(a)pirene siano i killer piu' diffusi a Taranto e che gli ambientalisti tarantini vogliono scacciare dalla nostra citta'per sempre.
Ma a conclusione di tutto questo iter di conferme e smentite e anche di prese di posizione sbagliate secondo me da parte di alcune persone(specialmente nei modi poco umani verso chi manifestava sotto un sole cocente),l'Ilva e' messa ancora una volta di fronte a un bivio:chiudere la cocheria,abbassando cosi' di netto l'inquinamento che attanaglia il quartiere Tamburi in modo particolare oppure cercare l'ennesima svolta per fare in modo che con sforzi economici e tecnologici si possa abbassare la soglia del parametro di 1ng/m3 che e' stato superato diverse volte.
Se dovesse essere presa in considerazione la chiusura della cocheria e dovesse presentarsi lo spauracchio di licenziamenti,si aprirebbe il dibattito che nessuno mai avrebbe voluto discutere:posti di lavoro e inquinamento o salute per tutti e perdita di manovalanza nel piu' grande gruppo industriale europeo?
Adesso ci aspettiamo un coinvolgimento dell'azienda Ilva a favore di opere di bonifica di quelle zone calde della catena di produzione con interventi straordinari per abbassare i valori di inquinamento e rendere Taranto una citta' industriale ma "respirabile".
Ora piu' che mai serve essere uniti nella lotta all'inquinamento e difendere(e qui i lavoratori dovrebbero esporsi di piu')il posto di lavoro.


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L'ANARCHIA AI TEMPI DI STEFANO.

Categoria: Ambiente
Postato il 02/06/2010@17.15.16 da Luca: 

Non abbiamo piu' referenti istituzionali che ci possano tutelare e aiutare a combattere una battaglia in difesa dell'ambiente.
Dopo la fuga di Stefano dinanzi a chi eroicamente attendeva con ansia sviluppi piu' concreti a confronti sulla questione Ilva e cocheria,c'e' da dire che adesso piu' che mai Taranto diventa una citta' votata all'anarchia e al "fai da te".
Si perche' Alessandro Marescotti,Fabio Matacchiera e altri sono i nostri fari da seguire oramai,le nostre istituzioni e le nostre guide che eroicamente combattono una battaglia non essendo appoggiati da uomini istituzionali che dovrebbero accettare confronti intorno ad un tavolo cercando soluzioni e consigli.
Gia' quei consigli che piovono sulle teste dei nostri politici ma che sembrano invece messi da parte poiche' inconcludenti e senza ragione tecnica.
Adesso e' giunta l'ora del fai da te,l'ora di quella rivolta civile che sembrerebbe l'unica soluzione ai mancati doveri del palazzo comunale.


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FACCIAMOCI VEDERE.

Categoria: Ambiente
Postato il 29/04/2010@16.28.40 da Luca: 

E' come una moda quasi anche se ,a differenza di quella,non si indossa.
E'un contagio generale che rivela a noi tutti come oramai sia alto il tasso di conoscenza che il tarantino ha del danno ambientale.
Sui muri della nostra citta',campeggiano sempre piu' numerose scritte che ricordano come la citta' sia inquinata,incazzata e come,ma questo si sapeva,Riva e' oramai l'unico che ancora fa finta di non sapere e di non vedere.
Si organizzano, di notte specialmente, incursioni al rione Tamburi,al recinto dell'Ilva o in altre zone della citta'per scrivere o attaccare manifesti contro il veleno che quotidianamente respiriamo.
Vediamo spesso anche lenzuoli con scritte ambientaliste un po' come quelli che si usa mettere attaccati ai ponti dei cavalcavia per augurare buon matrimonio a una coppia di sposi novelli.
Sara' ma tutto questo ricorda un poco una lotta nascosta e psicologica che si attua contro il nemico per farlo smuovere dalle sue intenzioni "bellicose".
La chiamerei la "guerra delle parole",quella che spesso avviene in televisione ma che produce ben poco.
La giusta informazione ci rende partecipe dei problemi che attanagliano i nostri polmoni e ci fa esternare, come allo stadio con bandiere e fumogeni,le nostre volonta' di avere giustizia e rispetto dell'ambiente che ci circonda.
Queste scritte rendono giustizia a una lotta quotidiana che noi tutti facciamo contro un mostro che non rispetta chi ci lavora dentro.
Un mostro che continua a respirare ma che vince sempre perche' non esiste una alternativa a esso.
Dovremmo forse sforzarci di capire il problema e sviscerarlo a tutti parlandone e manifestando la nostra contrarieta' anche con qualche simbolo da mostrare quale un lenzuolo candido e pulito bianco che ben presto cambierebbe colore.
Oppure attaccando ai balconi scritte inneggianti al diritto alla salute.
Facciamoci sentire,ma anche vedere.


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VICINI ALLA TERRA.

Categoria: Ambiente
Postato il 22/04/2010@14.25.31 da Luca: 

Oggi si festeggia la "Giornata della Terra",per sensibilizzare l'opinione pubblica e tutti quanti sul tema della tutela dell'ambiente in cui viviamo.
Oggi piu' che mai,mi sento "colpevole" di ammazzare la terra e i suoi elementi,aria,acqua e terra,per diversi svariati motivi.
Il primo e' quello di non essere un ottimo contribuente al concetto stesso di difesa della terra,in quanto anche nelle piu' piccole azioni manco di quella forma di rispetto naturale che dovremmo avere un po' tutti quanti:non gettare in terra carte,non inquinare l'aria con spostamenti brevi con la macchina e altro.
Ma ancora piu' grave,e qui entra un fattore a cui tutti noi siamo sensibili negli ultimi tempi,e' quello inerente i veleni chimici che la grande industria ci regala quotidianamente e che regala alla terra su cui e' ospite.
Basta guardare come per esempio siano ridotti gli alberi vicino all'Ilva e di come sia deprimente l'ambiente che circonda l'AREA VELENI,con verde mangiato letteralmente dai minerali che si depositano su alberi,strade.
La giornata odierna servira' ben poco.
E' solo un'istantanea che ci ricordera' come sia avvelenata questa nostra terra.
Sara' la vetrina per alcuni politici e per alcune star della musica.
Servirebbe invece la famosa politica da attuare in difesa dell'ambiente con tanto di regole scritte e da rispettare.
Servirebbero controlli 24 ore su 24 sui gas che escono dalle bocche degli impianti industriali e servirebbe,ma questo e' difficile,l'impegno di tutti a non compiere,me compreso,azioni quotidiane di semplice civilta'.
Bisogna cambiare la cultura della difesa dell'ambiente,magari iniziando a scuola dove non sempre basta crescere un alberello nel cortille della scuola stessa.
Vicini al pianeta quindi e vicini a questi elementi che la formano e che rendono la terra stessa uno dei piu' grandi misteri dell'umanita'.

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IL BOTTO CHE PUO' FAR MALE.

Categoria: Ambiente
Postato il 10/04/2010@14.41.48 da Luca: 

Certe volte eccedo nel catastrofismo e mi lascio andare a nere e cupe considerazioni inerenti l'ambiente in cui viviamo e i veleni che respiriamo.
Ho parlato in alcuni miei articoli di possibili esplosioni nell'area industriale visto i continui episodi di disguidi tecnici,diciamo cosi', e relativi incendi e disgrazie evitate per un soffio.
Ho anche detto che la popolazione tarantina non sarebbe capace di mettersi in fuga in zone sicure e mantenere relativi comportamenti adeguati visto che non e' stata mai formata e preparata da organi competenti con relativi piani di emergenza ecc...
Bene ieri sera seguendo la trasmissione Polifemo ho avuto la conferma di quello che temevo cioe' di come sia scarsa o quasi nulla la formazione di personale per possibili evaquazioni da aree soggette a incidente industriale e di come sia ,da parte del Comune,assente una politica dell'informazione in tale materia.
Se fino adesso nulla e' accaduto e' solo per una coincidenza fortuita.
Ma se dovesse accadere qualche cosa d'importante nella "zona veleni",forse capiremmo gli errori fatti sino adesso.
Bisogna muoversi e non basta la sola "NORMATIVA Seveso" in tema di sicurezza industriale.
Non basta sentirsi sicuri all'interno della fabbrica(ma poi lo si e')perche' c'e' un piano di fuga e relativi soccorsi.
E noi comuni mortali che fine faremmo dinanzi a tragiche notizie?
Non perdiamo altro tempo.
Dobbiamo sapere cio' che avviene all'interno dell'AREA VELENO,non solo come dati dei fattori inquinanti ma di quello che siamo all'oscuro quotidianamente:sostanze pericolose e dannose per noi tutti,rischio in caso di esplosioni di tali sostanze e rimedi per apportare difese in cui ne fossimo colpiti tutti noi.
Adesso e' il tempo dell'agire.
In rete vogliamo dati 24h su 24 e vogliamo sapere dopo pochi minuti cio' che e' accaduto come Martedi' scorso quando un boato ha svegliato mezza Taranto perche' un tubo era esploso e solo per fortuna non e' successo quello che molti temono.
Monitoreremo sempre e desidereremo avere da queste aziende notizie e dati quotidianamente.
Del resto sono ospiti sul nostro territorio e come tali ci devono portare rispetto.
Il ricatto della mancanza del lavoro non regge piu'.
Non puo' essere un alibi per avvelenarci e arricchirsi a costo di rischi elevati e pericoli quotidiani.
ADESSO BASTA.
VOGLIAMO CHIAREZZA E TRASPARENZA.
I BOTTI,QUELLI,SOLO LA NOTTE DI CAPODANNO.
MA QUELLO E' ANCHE UN MODO SBAGLIATO E INCIVILE CHE CI TRASCINIAMO ANCORA.


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AREA VELENI FROM TARANTO.

Categoria: Ambiente
Postato il 07/04/2010@15.56.22 da Luca: 

Tanto tuono' che piovve.
Sembrerebbe questo il destino amaro che attende Taranto e le sue industrie visto che per pioggia si intende un incidente catastrofico in una delle seguenti sedi,Ilva o Raffineria,dovuto a segnali premonitori che indicano come sia sfiorata quotidianamente la tragedia e il rischio per l'intera comunita' jonica.
Verrebbe da dire che mai come questi ultimi anni e mai come in questo momento di radicale presa di coscienza da parte di tutti in tematiche ambientali,si conosca bene e si monitorizzi sempre l'area industriale avvolta da nubi e fumo minaccioso.
Le ecosentinelle che inviano foto e filmati per segnalare anomalie e strane "cose" che in passato venivano nascoste dai vari dirigenti,hanno aperto una nuova era all'informazione in tempo reale in tema ambiente e prevenzione di esso.
Le fiamme alla Raffineria e l'ultimo scoop all'Ilva di poche ore fa,dimostrano come siamo attenti a verificare i piu' minimi segnali di anomalie in questi siti e dall'altra parte ci ricordano che il
BIG ONE come in California possa accadere presto.
Gestione superficiale da parte dei tecnici e scarsa conoscenza in temi di pronto intervento,oppure e' solamente una questione dovuta a cio' che si ha per le mani ossia una bomba ad orologeria difficile da gestire?
Sara' ma a me pare che l'Area Veleni come la chiamero' sin d'ora questa zona paurosa e pericolosa come quella piu' famosa americana,l'Area 51, e' e sara' sempre al centro delle nostre paure.
Se di notte avvertiremo un boato tre sono i casi:o una bomba,o un terremoto o un qualcosa di strano che proviene da Area Veleni.
Gli alieni,dicono,sono gia' tra di noi.
Noi dall'altra parte abbiamo l'inferno,quello dalle lingue di fuoco dell'Ilva.

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FUMO E BUGIE.

Categoria: Ambiente
Postato il 12/03/2010@10.43.17 da Luca: 

L'Ilva e' come il nostro Premier Berlusconi:vuol vedere quello che vuole vedere e sentire quello che vuol sentire.
Poi dice anche che vi sono i cospiratori(ambientalisti vari magari anche comunisti)che chattano con il Dott. Assennato Direttore dell'Arpa tramando possibili accuse a danno dell'Ilva stessa.
Stiamo assistendo a un film gia' visto,dove il colpevole nega l'evidenza e dinanzi a prove evidenti si rifugia dietro a un vittimismo scelbo e poco maturo.
L'Ilva non ammette i dati che Arpa ha dato inerenti i risultati avuti dai vento selettivi degli inquinanti effettuate presso la masseria Fornaro.
Arpa stessa aveva informato l'Ilva di questi dati e adesso sembrerebbe che tutto fosse stato diramato solo alle associazioni ambientaliste come se ci fosse una preferenza diretta ai danni dell'Ilva stessa.
Una brutta storia quindi di falsita' e bugie,di rapporti arroganti che questa azienda ha sul nostro territorio e che,ancora adesso,sfrutta con veleni e bugie.
Eppure con la visita del sindaco in passato e del governatore Vendola,sembrava fossero stati ricuciti i rapporti.
Cosi' non e',e allora continua la "guerra mediatica2 tra la grande azienda e tutti noi.
Vigileremo comunque sempre,per il bene della citta' e della nostra salute.


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A TUTTI COSTI.

Categoria: Ambiente
Postato il 26/02/2010@17.49.44 da Luca: 

E' una vera caccia o scoop che si fa all'Ilva.
Si cerca il corpo del reato(fumi,odori,fiamme)e si cerca di filmare tutto come un Grande Fratello ambientalista.
Adesso piu' che mai Riva e soci sono sotto i riflettori non piu' della cronaca locale,ma di tutti noi comuni cittadini che armati di telefonini,cineprese e macchine fotografiche siamo diventati le "sentinelle dell'aria tarantina".
Vi e' in tutto questo un pericolo forse?
Quello che serpeggia in Italia da quando Berlusconi governa:la caccia a tutti i costi a qualcosa,qualcuno.
A tutti i costi bisogna condannare l'Ilva,a tutti i costi si deve avere una risposta (dall'ARPA PUGLIA)dei fumi e degli odori strani.
A tutti i costi Riva sta sbagliando e ci sta regalando veleni quotidiani fatti di diossina e altre sostanze.
Forse,una ipotesi,si esagera a mandare in aria fumi e sostanze nocive per combattere l'esercito delle "sentinelle"(ma a questa idea non ci voglio credere),stanandole dalle loro tane e facendole uscire come quando si combatte una guerra con i gas mortali per farle incazzare.
Ma la verita' e' che Riva ha paura,ha paura di come una citta' si sia destata da quel torpore di anni che ha permesso di scaricare nel blu tarantino veleno e morte.
Riva ha paura di vedere una coscienza ambientalista marciare sull'impianto e denunciare grazie alla tecnologia misfatti e bugie.
Il confine tra verita' e esagerazione e' labile forse,ma la realta' delle immagini diffuse alla rete e' reale come quegli odori che ogni giorno ci ricordano che l'ILVA e' anche guaio oltre che benessere.
Continuiamo cosi' a monitorare,a far crescere quella paura della strafottenza che fino ad ora si e' vista .
Basta veleni e bugie.
Il Grande Fratello vigila 24h su 24h.
Occhio.


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SONNI TRANQUILLI???

Categoria: Ambiente
Postato il 16/02/2010@14.01.56 da Luca: 

Se volevamo le prove visive eccole li pronte nei siti ambientalisti che ricordano come,spesso,di notte l'Ilva faccia quello che non fa di giorno.
Sta montando la fotomania ambientalista,quella che sputtana fumi e nuvole rossastre,quella che molti avevano gia' messo in pratica ma che ora,grazie a FACEBOOK per esempio,dilaga quotidianamente.
La cosa che mi sembra strana e' come la dirigenza Ilva non faccia sentire un minimo di autodifesa,di come sia sfuggente e di come latiti nello smentire(ma e' difficile)foto e nubi minacciose nel nostro bel cielo tarantino.
Ma forse non saprebbero cosa dire poiche' l'evidenza delle foto del paladino FABIO MATACCHIERA,sono cosi' evidenti che nulla possono fare e allora....bhe una cosa non fanno,elementare.
Non dicono per esempio i dati delle fonti inquinanti a quell'ora della foto(noi ci basiamo sulla visione dei fumi e dell'odore non avendo strumenti)per eventualmente dimostrare che i valori fossero nella norma.
Dall'altra parte della barricata noi difensori dei diritti comuni in campo ambientale possiamo solo sputtanarli con mega macchine fotografiche e mega telecamere.
Poi solo sensazioni a pelle quelle che comunque ci fanno capire che e' giunta l'ora di dire la verita' a questi cittadini che magari nel loro letto(per fortuna)non respirano i veleni notturni ma che alzandosi sono stati presi per l'ennesima volta in giro.
Basta a questo modo di produrre di notte a tavoletta e di giorno a regime normale.
Ricordo che ad Alba ,nella famosa industria del cioccolato nazionale,passandoci vicino vedevamo fumi alti e sentivamo odore squisito.
Gia' quello che invece non abbiamo qui,intasati di fumi e odore si ma diverso certamente.
Vigiliamo e facciamoci sentire presenti contro chi si diverte a prenderci in giro quando noi dormiamo magari sognando una citta' pulita meno inquinata.

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SCELTE DIVERSE.

Categoria: Ambiente
Postato il 06/02/2010@10.11.06 da Luca: 

Vediamo un po' come si e' sviluppata la situazione nucleare in questi ultimi giorni.
Nella sua videolettera,Vendola rimarca l'importanza storica del territorio tarantino e pugliese in genere ad essere sfavorevole a possibili insediamenti nucleari ed eventuali scorie radioattive difficili da smaltire.
Vendola,nel suo discorso,ricorda come alcune citta' siano gia' state colpite dall'effetto negativo della produzione industriale,dalla diossina tarantina ai fumi dell'Eni.
Andare a martoriare ancora una volta il nostro territorio che gia' si sottomise,per ragioni di lavoro e direi ignoranza ambientalista dell'epoca passata(ma i rischi erano in parte ancora sconosciuti)alla logica della produzione e dei grandi insediamenti industriali,sarebbe follia pura.
Il problema principale sembrerebbe l'ottusa arroganza del Governo centrale che con il Ministro Scajola sembra voler dettare legge a tutti i costi rimarcando il fatto che le Regioni non debbano decidere loro cio' che dovra' essere messo sul loro territorio.
Come dire voi siete i padroni di casa ,ma le chiavi le abbiamo noi.
Pura dittatura molti hanno visto in questa logica di confronto che,stando sempre a cio' che i politici dicono,dovrebbe arrivare nei prossimi mesi.
La scelta dei siti certamente sara' fatta in una logica tecnica,ma cio' non basta a noi pugliesi poiche' il nostro territorio e Taranto in maniera particolare ha gia' molti veleni e questi ultimi dovrebbero essere un lasciapassare per un netto rifiuto a continuare ad infestare l'area jonica per certe logiche di produzione che possono essere condivisibili per alcuni(Governo)ma non per altri(ambientalisti e cittadini tarantini).
Netto rifiuto e opposizione quindi ad ogni mattone che verra' messo sul nostro territorio per costruire una centrale nucleare.
Adesso,piu' che mai,bisogna vigilare sugli inciuci tra possibili nuovi governatori e sede romana.
Vendola si spera possa continuare la sua politica in difesa dell'ambiente a costo di essere visto come un alieno che si discosta dai poteri romani soliti.
Vigileremo e se sara' necessario alzeremo barricate per difendere i nostri diritti,gia' oscurati in passato dai mostri che quotidianamente riversano sulla nostra citta' veleni e menzogne.


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