IL SANTO DI OGGI: S. CELESTINO V PROVERBIO TARANTINO Il proverbio del giorno :Ha lassáte Criste pe' scé a lle cozze. (Ha lasciato Cristo per andare alle cozze)
IL VOTO?QUESTIONE DI ...GUSTI.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 18/05/2012@17.42.50 da Luca:
Cosa vuol dire andare a votare Stefano perche Cito non rappresenta il meglio? Cosa vuol dire fare un gesto sensato e maturo per non cadere nel fascismo mascherato e nel populismo del passato? Perche' bisogna per forza di cose ANDARE AL VOTO anche se non condivido l'uomo politico e la sua coalizione? Questo sembra serpeggiare in citta' come idea comune di una politica da salvare a tutti i costi dalla ricaduta di un sistema,quello di AT6,colluso e sporco. Sara' ma io non andro' a votare ne' per Cito e ne' per Stefano. Primo motivo non rappresentano la mia idea politica. Secondo non li temo,non ne ho paura e non li disprezzo. Solamente non fanno parte della mia logica politica che se avesse in uno di loro un punto in comune,avvalorerebbe allora la mia convinzione del voto e del dovere. Andare per dire salvo la citta' dal buio del passato e' anche una sconfitta per tutti gli altri uomini che si sono presentati alla poltrona del sindaco,poiche' conferma la teoria della mancanza di alternative al passato diciamo attuale del sindaco Stefano,e di quello ancora piu' vecchio dell'era Cito. Il voto e' un diritto comune,personale.Non siamo NOI i politici che si vendono come lucciole per coalizioni fatte di numeri ma non di sostanze. Non siamo NOI quelli che per forza dobbiamo esserci per dire di essere stati parte di un gioco che poi alla fine accontenta qualcuno e ci lascia comunque non contenti. Cito e Stefano allora li vadano a votare gli altri,quelli che spingendosi per l'uno o l'altro vedono un voto di difesa o di protesta. Quelli che in questo voto vedono una scelta della continuita' o del ritorno al passato,della politica tra la gente. A me NON INTERESSA QUESTO VOTO.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 14/05/2012@15.54.00 da Luca:
Molti li chiamano gli indecisi,altri gli scocciati dalla politica e altri ancora i delusi. Sara' ma quando si andra' in cabina a scegliere il sindaco tra Stefano e Cito si dovra' per forza di cosa prenderne atto e capire perche' si sono persi. O meglio perche' non hanno attratto una parte di loro e anzi li hanno allontanati da una possibile scelta nel momento piu' importante,quello del ballottaggio. E' papale che chi era con Bonelli e l'area verde si asterra',poche' da una parte vede in Cito un sindaco non affidabile,dall'altra in Stefano l'eterno incompiuto a combattere l'Ilva. Avremo uno scenario per molti analisti gia' scritto,gia' col finale sancito e con la vittoria dell'ex sindaco Ippazio che ridera' sotto i suoi baffi ma dovra' per forza di numeri,combattere in consiglio con esponenti dell'area Pelillo. Molti del futuro consiglio comunale vedono una vita breve,che sara' regolata da scontri e abbandoni. E allora se dovessimo arrivare a tutto questo cosa non ha funzionato? Perche' abbiamo avuto un voto disunito e coalizioni che dalla parte solo di Stefano hanno funzionato? Molti prendendo Bonelli,hanno detto che ha sbagliato non alleandosi con i grillini,con Mazza,con Capriulo. Ma Bonelli,rispettando una logica votata a correre da solo,perdendo un possibile ballottaggio,ha avuto ragione di chi,chiedeva,una presa di posizione dalla vecchia politica nostrana e anche populista. Il risultato ottimo per un nascente partito ambientalista di soli tre mesi e' molto buono e forse questa sconfitta puo' solo far bene per il futuro. Il PD paga cio' che ha seminato a livello nazionale e locale nell'era Di Bello. Condemi poi e' l'emblema della corsa all'esponente capolista piovuto all'ultimo per decisioni non locali ma dall'alto. Cito ricalca cio' che il papa' ha fatto,tra spot in tv e attacchi a raffica. Perde consensi ma rimane una realta' viva nel territorio e che rappresenta una parte di popolazione che e' comunque partecipe nei momenti di chiamata alle...urne. Cosa ci aspetta adesso? Con Stefano la continuita' che e' e rimane sofferente vista la cattiva stella che attanaglia l'economia mondiale,sara' a singhiozzi e Taranto per decollare tra porto e altro dovra' capire i treni da prendere al volo per agganciarsi a un discorso di sviluppo del territorio. Ma forse,in un momento difficile,sarebbe opportuno dare ai cittadini cio' che e' il minimo indispensabile:amministrazione della citta' con cura,diligenza e senso comune. Strade,servizi pubblici informatizzati,anziani e spazi verdi. Queste e altre sono le urgenze di un territorio in cerca di identita' che solo uomini e azioni per il bene comune possono dare. Se poi vincesse Cito,tutto cambierebbe,ci scommetto! Pero',opinione personale,e' mancato l'uomo del cambiamento possibile,o se c'e' stato ha sbagliato i calcoli.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 08/05/2012@15.08.15 da Luca:
Il ring e' pronto,salite. Eccoli Stefano e Cito,che si contenderanno lo scettro di sindaco della citta' dei due mari il 20 e 21 Maggio. L'esito finale di questa tornata elettorale,confermerebbe una voglia da parte dell'elettorato tarantino di non virare alla svolta Bonelli ma di seguire il populismo di Cito e la continuita' dell'uscente sindaco. E' vero anche che l'astensionismo e' stato un fattore determinante,ma questo e' dato dal fatto che il disamore dai politici e dai partiti e' evidente e crescente sempre piu'. La conferma la si e' avuta dallo spoglio delle schede che hanno visto il Movimento 5 Stelle spopolare e avere anche un sindaco. Ebbene tornando a Taranto ora si aspettera' l'arma vincente che Cito dovra' inventarsi per battere Stefano che quasi per un soffio non ha vinto al primo turno. Forte di una grande coalizione,l'ex sindaco tarantino ha dato prova di poter reggere anche gli scontri con gli ambientalisti di Bonelli e di chi lo accusava di essere troppo molle nei confronti della grande industria. Dall'altra parte Cito ha usato la stessa tattica del padre,sviscerando accuse a destra e a sinistra contro quello e quelli rei di essere causa dell'incuria della citta' e del dissesto ancora presente nell'animo cittadino. Adesso si cercheranno coalizioni dell'ultim'ora e si cerchera' di rafforzarne il numero della schiera di elettori. La delusione poi di Condemi,che rappresentava il PDL,e' stata enorme ma qui si e' pagato il ritardo di trovare un leader da portare come candidato sindaco subito. E' sembrato a tutti che il buon avvocato si trovasse li' non si sa come e per cosa..... Gli altri hanno perso il ruolo di antagonisti a un sistema vecchio e obsoleto ma ancora piu' grave,il caso e' riferito a Mazza ,come antagonisti a qulla fetta di ambientalisti radicati su decisioni ferree e di chiusura al dialogo con Riva stesso. Un risultato che molti si aspettavano e che comunque sancisce la nascita di una corrente di opinione ambientalista forte che in Bonelli vede e vedra' nel futuro una presenza in consiglio comunale pronta a difendere delibere troppo permissive al danno ambientale. Comunque e' mancata anche una serena campagna elettorale,che ha avuto anche presenze "strane" vicino ai seggi e pressioni non di poco. Auguri ai due contendenti,sapendo che Stefano partira' favorito e che Cito dovra' sfoderare tutti i segreti del padre per vincere e vincere con un distacco non facilmente colmabile.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 04/05/2012@20.07.38 da Luca:
Ma Mario Cito puo' far paura a qualcuno? Ma Mario Cito puo' ripercorrere le orme del padre,Giancarlo,e entrare nel cuore dei tarantini? A vedere il suo filodiretto in televisione,come faceva l'onorevole,c'e' da dire che la schiera dei nostalgici degli anni 90 della politica tarantina e' ancora forte e forte e' anche il tono che Mario usa per farsi sentire. Avra' di certo rivisto molte volte dei filmati del padre,magari imparando i "trucchi" del mestiere per farsi capire dalla gente e per arricchire il numero dei possibili elettori. Se dovesse riuscirci nell'impresa di ripercorrere cio' che fu fatto dal padre,allora avremmo di fronte un caso unico in Italia,quello del ritorno al passato con un figlio e la consacrazione del fallimento del nuovo(Bonelli in prims). Se invece dovesse fallire,allora AT6 e' da dichiararsi finita politicamente come esperienza e forse sarebbe il caso di vedere al futuro con nuove idee e meno nostalgia del passato. Insomma Taranto in questa campagna elettorale ha molte verita' e certezze da mettere in chiaro,con la questione ambientalista che l'ha fatta da padrona nelle discussioni e nei comizi e che ci dira' se effettivamente la gente del capoluogo jonico vuole un cambiamento radicale in quel senso. E anche quella inerente Cito,con una possibilita' di rinascita o di fine politica.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 02/05/2012@18.53.28 da Luca:
Pochi giorni mancano alla fine della campagna elettorale e mai come quest'annata Taranto e' indecisa sul nome del candidato sindaco. La verita' e' che la questione ambientale ha spiazzato molti,andando a lacerare una sottile e flebile alternativa all'Ilva che solo sulla teoria esiste. In effetti questa e' la spada della discordia,quel fattore che mietera' molte vittime tra gli indecisi e chi,pur di avere una certezza nell'acciaio,andra' contro Bonelli e soci. Ma e' vero anche che finalmente grazie agli ambientalisti la verita' del disagio Ilva e dei suoi danni e' conosciuta da molti e questo ha gonfiato le fila degli ammiratori del popolo di Aria Pulita. La questione la si puo' seguire quotidianamente sui social e si scopre che e' a livelli accesi di scontro\confronto. Se da una parte il popolo degli operai difende lo stabilimento e va contro qualsiasi chiusura,e' anche evidente come si sia formato un odio verso chi li vuol far "ragionare" magari "convertendoli a miglior sorte"...,e si sta arrivando a un clima che e' senza ombra di dubbio quello che non volevamo vedere. Sarebbe piu' costruttivo un rapporto di scambio di idee,magari in assemblea pubblica dove ambedue le parti potrebbero misurare le loro idee e trovare un punto comune almeno sulla questione del diritto alla salute all'interno della fabbrica. Invece la manifestazione alla rotonda tempo fa ha sancito una "caccia" all'ambientalista senza esclusione di battute e anzi una rottura imposta anche dall'alto.. Adesso in un clima di scontro chiamiamolo idealista e conservatore del panorama operaio locale,Bonelli e soci devono in caso di vittoria,cercare comunque un filo comune con essi. Insomma ci sara' da attendersi sorprese e cambiamenti in caso di scenari politici che avranno nel sindaco politiche di difesa dell'ambiente e della salute cittadina.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 28/04/2012@16.19.26 da Luca:
RadioPopolare Milano,ore 9,00. Va in onda un programma radiofonico aperto alle telefonate degli ascoltatori su tematiche varie. Oggi si parlava della crisi dei partiti e del nuovo che dovrebbe esserci per sbarazzarcene di loro. Una cosa certa e' emersa:il partito c'e' ancora ma non e' rappresentato da quelli attuali e tantomeno dai loro conduttori. L'uomo di strada avverte il peso del sacrificio quotidiano,quello dello stipendio da fame e delle tasse sanguisuga. Per non parlare di quella fascia di disoccupati che nei partiti,quelli attuali,vede il fallimento dei loro ideali e delle loro prospettive future. Si perche' il partito,quello con la P MAIUSCOLA,dovrebbe essere artefice e promotore di cambiamenti in difesa della massa e,magari,rappresentarla. Oggi il partito,quello con la p minuscola,e' sinonimo di affarismo e arroganza,fatta di privilegi e inciuci atti a portare solo denaro e immobili nel paniere personale. E allora alla radio via alle telefonate di gente comune ma che ha nella rabbia,la consapevolezza che il tassello mancante per il cambiamento finale e' ancora lontano dall'esser trovato. I temi sociali e con essi le prospettive dei movimenti mondiali in difesa dei beni comuni,sono lontani dall'essere discussi dai politicanti moderni,lontani da logiche del bene comune e assecondati dalle decisioni per una economia globale con punto di riferimento la BCE e le regole che detta. Una serie di decisioni che hanno aggravato un tessuto sociale,mietendo vittime(oggi la notizia dell'ennesimo suicidio di un imprenditore a Lizzanello,vicino Lecce...)e azzerando prospettive di risparmio di famiglie. Una logica che se non avra' un cambio di rotta,avra' una fine tragica e dolorosa. Una recessione globale e miserevole di fasce che una volta erano considerate medie ma che oggi diventano basse e scivolano nel piu' profondo e difficile ruolo di ricercatori della quotidianita' per sopravvivere. Forse se i politici facessero un mixer di idee e programmi tra cio' che richiedono e suggeriscono i movimenti e cio' che la gente non ha,avrebbero una certa spinta propositiva a un cambiamento che oggi come oggi i vari Bersani,Casini,Alfano non offrono e anzi danneggiano vistosamente. Questo e' un consiglio anche ai prossimi consiglieri e al prossimo sindaco di Taranto. Non fermarsi al comune e uguale modo operante di far politica,ma alzare lo sguardo e anzi confrontarsi con i vari soggetti politici e prendere da loro suggerimenti propositivi validi anche per una comunita' come la nostra.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 25/04/2012@17.26.14 da Luca:
A chi puo' dar fastidio Angelo Bonelli se dovesse raggiungere la vittoria alle prossime elezioni? A chi darebbe fastidio,questo romano forestiero che vuol mettere ordine nell'aria nostrana? Bene c'e' da dire che i suoi antagonisti alla poltrona di sindaco della citta' dei due mari,potrebbero storcere il naso,vedendo nel nuovo arrivato un candidato mai avuto nelle scorse battaglie elettorali ma,specialmente,non semplice da studiare. Si perche' Bonelli sa che se da una parte spingere l'acceleratore sul tema solo ambientale puo' essere un errore,dall'altra sta avendo consensi anche in altre tematiche che attanagliano Taranto,quali sicurezza,sviluppo portuale,riconversione urbanistica del territorio,volontariato servizi sanitari. In piu' per Bonelli c'e' la scia del distacco dell'elettorato dai vecchi partiti,rei di essere colpevoli di bancarotta ai danni di tutti e di essere parte oramai vecchia e passata,sormontati dai movimenti nascenti. Parlando tra persone poi salta spesso in evidenza la caratteristica di questa citta':o operaia oppure non operaia. L'Ilva e' certo una realta' che anche sotto il profilo culturale e sociale ha avuto un peso di crescita nella nostra terra,portando una impronta che regge oggi piu' che mai. Il salto culturale di svolta sarebbe avvenuto forse se avessimo avuto alternative a essa stessa,magari anche spingendo sull'universita' e altro. Il cambio radicale dello schema Bonelli,prevede di ribaltare il concetto di citta' votata all'acciaio e riconvertirla in citta' a visione europeista. Uscire insomma da quell'etichetta che anni e anni di veleni hanno dato a Taranto e che hanno marcato anche le aspettative di tutta la popolazione jonica. Sara' facile,oppure difficile? La cabina elettorale dira' anche questo,se Taranto e' pronta a un cambiamento radicale e culturale,oppure continuera' nel suo comune modo restrittivo di vivere di acciaio e chissa' porto.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 23/04/2012@9.14.43 da Luca:
L'appuntamento e' Domenica alle 18,presso il comitato al centro cittadino di Angelo Bonelli. Sono stato li,nella tana del "lupo" che vuol chiudere l'area a caldo dell'Ilva e dire ai suoi "nemici" operai che loro,e solo loro,possono essere la risposta al re dell'acciaio Riva bonificando il sito industriale e renderlo utilizzabile per altri scopi. La presentazione del candidato Aralla Giuseppe preparato e lucido nella sua esposizione in tematiche ambientali,scorre via piacevolmente e continua con l'altro alfiere di Bonelli quell'Alessandro Marescotti che con le sue diapositive ci dice che la diossina e' presente in quantita' maggiore nella catena alimentare e...senti senti anche nella carne nella zona tarantina e della provincia. Il pubblico numeroso e partecipe pone domande e propone quesiti come quel medico che ci ricorda come il calcio sia in carenza nella popolazione jonica e il rischio rachitismo sia effettivamente evidente per il futuro. La ASL invece di chiedersi il perche' di tutto questo,lo "rimprovera" per l'uso eccessivo di farmaci per tale carenza...incredibile. Aralla ci regala note informative valide e tecnicamente puntuali(e' un biologo molto preparato e attivo gia'ai tempi di Caretta Caretta di Matacchiera),sperando di essere parte di questo progetto che Bonelli vuol difendere e portare avanti contro tutti e tutti. Bonelli dalla sua come una star,arriva un po' in ritardo e una volta presa la parola mette in evidenza una cosa:la mancanza delle istituzioni a livello locale per difendere la popolazione dal veleno e la mancanza di idee da portare a Roma per far attuare progetti validi sanciti anche dalla comunita' europea.Progetti che gli amici fuori Taranto di Marescotti hanno creato e inviato sotto forma di programma che mette in evidenza una cosa:il 2013 sancira' la fine dei contributi europei per opere di bonifica di aree come il Mar Piccolo,il quartiere Tamburi,periferie della citta'. Insomma una campagna elettorale che se da una parte evidenzia il pericolo quotidiano e le conseguenze della diossina per i futuri nascituri,dall'altra e' anche un attacco politico al sindaco uscente Stefano,reo di non aver messo in pratica(e lo poteva fare)grazie a leggi anche comunitarie,barriere alla produzione inquinante e limiti da rispettare. Buona fortuna allora a questi candidati par la lista "ARIA PULITA",al biologo Aralla Giuseppe e a tutti quelli che,a differenza di loro,credono nell'acciaio e alla sua politica economica di "benessere" per la citta' di Taranto.
IL MATTONE SGRETOLATO E LA CAMMINATA MAI FATTA DAI
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 19/04/2012@18.22.31 da Luca:
Eppure non e' difficile.Basta camminare.Si camminare e vedere a terra,in alto,intorno insomma.Basta vedere cio' che sta sotto i nostri piedi,ormai stanchi di mettersi nella cacca e nelle buche,voragini. Ieri camminavo su V.le M. Grecia,sui marciapiedi con gli alberi,quelli che separano la grande arteria che ci porta o verso il centro o fuori da questa citta' incasinata.I mattoni erano sollevati dalle vecchie radici che con veemente forza,cercano di uscire fuori come un terremoto sotterraneo,inevitabile. Ma poi via Liguria,incasinata dalle macchine in doppia fila e dai soliti marciapiedi sconnessi e fissati mali,pronti a muoversi sotto il passare dei pedoni e pronti a rompersi,sgretolarsi come questa citta'. Eppure basta vedersi attorno,le persone,la massa che cazzeggia e perde tempo con mosse bullesche e frasi solo in dialetto. E' questa la mia Taranto,citta' che dice di voler cambiare ma poi muore lentamente,e non parliamo qui di inquinamento. Una citta' che manca di manutenzione,quella ordinaria che hanno le altre citta'...del sud. Taranto e' un caso a parte,come quei due turisti dispersi li alla villa Peripato l'altra mattina che mi facevano pena.Sembravano due che avevano perso la strada,non li' a vedere le bellezze di un tempo della villa che fu'. Taranto sta morendo,cadendo nell'abbandono culturale,urbano e civile. Taranto si avvicina adesso a scelte politiche che,seguendo una emergenza sancita da molti,cioe' quella ambientale,rischia di dimenticare le altre,pur importanti. Taranto sta cadendo su se stessa e si aggrava sempre dippiu',perche' non e' amata da noi.Diciamoci la verita'.Un po' la odiamo per questa sua negligenza a migliorarsi e farci migliorare,a dire "vedete siamo riusciti a cambiare,a farcela".Taranto e' quella forza di un calciatore pulcino che ha qualita' ma ci vorra' del tempo per verificarle. Gia' quel tempo che e' passato,da molto.E da molto si son visti politici e ciceroni,Masaniello e buffoni. Adesso la svolta,propinata da molti candidati sindaco ma che ha un paradosso. Quello di avere tematiche,anzi monotematiche al primo posto:l'ambiente. Ma solo chi avra' la forza di ricordarsi anche altre cose,vincera'. Taranto non e' solo Ilva o Cementir. Taranto e' anche...quel mattone,perso e calpestato da molti,da anni e che col tempo si sta sgretolando.Come noi.
Categoria: Taranto e dintorni
Postato il 17/04/2012@17.30.29 da Luca:
L'informazione tecnica e valida ci arriva dagli stessi operai che nell'ormai famoso gruppo "Taranto e l'Ilva insieme" ci dicono che cio' che vediamo e denunciamo non e' poi' cio' che realmente accade. Insomma una lotta a chi ne sa dippiu' e chi dall'alto della sua esperienza vanta teoremi piu' o meno condivisibili. Sara' ma la spaccatura e' evidente e forse un confronto da ambedue le parti sarebbe cosa buona e giusta. Ma forse ormai la frattura tra citta' e nodo ambientalista e' cosi' aperta che una mediazione(ma chi poi?)non servirebbe a nulla.E allora la cabina dira' gli umori di queste persone e cio' che la citta' vorra'. Sapremo anche come sara' il peso decisionale alle urne del popolo operaio che,credo,dinanzi a una doppia scelta di candidati al ballottaggio si schierera' col politico antagonista a Bonelli. Si dico Bonelli perche' lui comunque sia sta alimentando sul fuoco la parte piu' ribelle dei tarantini,quella del no secco all'industria e al si alla ricerca di alternative a essa.Una scelta che e' quella dell'emergenza attuale e del nocciolo che attanaglia Taranto da anni con le sue drammatiche conseguenze. Pochi giorni dividono la citta' dalla decisione ma i giochi si faranno anche grazie ai risultati evidenti scientifici che diranno se diossina,pbc,e altri veleni la signora Ilva e' stata in grado di abbassare o no. Poi il tavolo odierno a Roma ci dira' anche se nel caso di vittoria di Bonelli la capitale potra' esserci di aiuto a una eventuale uscita dall'acciao monotematico. Il resto dei candidati propina idee di rinnovamento del territorio passando dal porto al terziario,dall'agroagricoltura al famoso turismo che nonostante treni mancanti e' sempre merce da vendere in campagna elettorale. Seguiro' ancora una volta le idee e i programmi,intensi comunque sia per tutti.